Martin Bethenod racconta a Monaco la collezione Pinault: ampia fotogallery e intervista al curatore di ARTLOVERS, mostra “greatest hits” con diversi inediti

A dettare il senso dell’intera operazione è Giulio Paolini: siamo alla fine degli Anni Sessanta quando sovrappone al più noto tra gli autoritratti di Raffaello la copia che di quel quadro fece secoli dopo Ingres. Con la copia della copia a diventare ulteriore copia, in una stratificazione che racchiude nello sbalzo visivo indotto dalle differenze […]

Picasso secondo Cattelan

A dettare il senso dell’intera operazione è Giulio Paolini: siamo alla fine degli Anni Sessanta quando sovrappone al più noto tra gli autoritratti di Raffaello la copia che di quel quadro fece secoli dopo Ingres. Con la copia della copia a diventare ulteriore copia, in una stratificazione che racchiude nello sbalzo visivo indotto dalle differenze tra le due versione l’illusione lisergica di movimenti quasi tridimensionali. Il concetto di originale contrapposto a quello della rielaborazione, dell’omaggio, della connessione tra linguaggi a volte diametralmente opposti accompagna lo sbarco di François Pinault al Grimaldi Forum di Montecarlo: porta la firma di Martin Bethenod la mostra che estrae dai caveau oltre quaranta pezzi della collezione del magnate della moda. In parte già visti, nel corso degli ultimi otto anni, tra Palazzo Grassi e Punta della Dogana; in parte invece del tutto inedite per il grande pubblico.

Si passa dal sagace acido umorismo dei pupazzi di Maurizio Cattelan ai blasfemi evangelisti di Damien Hirst, dall’immancabile cuore gigante griffato Jeff Koons alle mastodontiche cere effimere di Urs Fischer. Fino alla discoteca politicizzata di Piotr Uklanski, con il pavimento a illuminarsi nemmeno fossimo al Supertelegattone, con un’inquietante carrellata di foto di gerarchi nazisti a occhieggiare tra luci stroboscopiche e cover in salsa disco dei Creedence Clearwater Revival.
La mostra deborda dai confini dello spazio espositivo portando tre pezzi (di Fischer, Schütte e Gupta) in dialogo con le opere conservate nel Palazzo dei Principi: quando mancano poche ore all’inaugurazione, ecco la fotogallery di preview.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.