Love, eat, share. Sono le parole d’ordine di Lovethesign per il lancio del progetto Suppershare – Open your Kitchen. Con una cena stellata organizzata all’interno del loft milanese: ecco le immagini

Sembra quasi di trovarsi a casa di amici, all’interno della sede meneghina di Lovethesign: un loft accogliente in un complesso post industriale in mattoni rossi, in pieno stile londinese, arredato esclusivamente con pezzi di design. Se non fosse che non ci troviamo in un’abitazione, ma in uno studio, che gli arredi sono alcuni dei prodotti […]

Sembra quasi di trovarsi a casa di amici, all’interno della sede meneghina di Lovethesign: un loft accogliente in un complesso post industriale in mattoni rossi, in pieno stile londinese, arredato esclusivamente con pezzi di design. Se non fosse che non ci troviamo in un’abitazione, ma in uno studio, che gli arredi sono alcuni dei prodotti a catalogo dello shop-online e che la cena servita è cucinata da uno chef stellato. L’evento organizzato da Lovethesign, per il lancio del progetto Suppershare – Open your Kitchen voleva ricreare la stessa atmosfera che la start up sta lanciando: condivisione e buona tavola.
Nata a San Francisco, da un’idea di Roberto Scaccia, Suppershare è una piattaforma di social eating che rischia di diventare il prossimo fenomeno mediatico. Il funzionamento di questo nuovo network è semplicissimo: le persone che amano cucinare possono registrarsi al sito come Host ed organizzare nella propria abitazione cene su prenotazione per Guest, utenti che preferiscono essere ospitati o, in parole povere, mangiare. Parte del compenso che il guest darà all’host per la cena andrà in beneficienza ad un’associazione scelta dallo stesso host. Gli utenti della community potranno scegliere tra diversi Host a seconda del menu offerto, delle recensioni degli ospiti precedenti o per semplice simpatia. E se oltreoceano questo nuovo modo di socializzare attraverso il cibo ha già preso piede e a Bologna hanno aperto i primi Host, non osiamo immaginare cosa potrebbe capitare in città come Milano e Roma.
Nell’attesa di amare e condividere questo nuovo social network, Lovethesign ha indossato le vesti di Host e ha fatto da apripista. La cena servita in questo caso è inimitabile anche perchè preparata da Pasquale Laera, executive chef de La Rei Ristorante di Serralunga d’Alba, stellato Michelin e diretto da Antonio Cannavacciuolo, esclusivamente con ingredienti forniti da Eataly. E se già sapete che non potrete mai replicare il raviolo trasparente di ricciola a crudo o il torrone di fois gras con lamponi, potrete sempre consolarvi acquistando su Lovethesign qualche piatto di Seletti firmato da Cattelan, il classico cactus di Gufram o la lampada May Day di Grcic per Flos, tutti sponsor tecnici della serata. Vi lasciamo con una fotogallery che vi farà venire l’acquolina in bocca…

– Valia Barriello

 

 

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.