July 10.2014: arriva il momento dell’ultima data per On Kawara. Muore a 81 anni l’artista concettuale giapponese, ossessionato dallo scorrere del tempo

Ha passato la propria carriera artistica nel meticoloso e struggente tentativo di appropriarsi dell’essenza del tempo, strappando dall’oblio della banalità attimi altrimenti insignificanti. Attorno ai quali costruire una liturgia del vissuto che rilegge il concetto stesso di eternità, nello strappo poetico tra effimero e assoluto. La notizia arriva in prima battuta attraverso un cinguettio su […]

Ha passato la propria carriera artistica nel meticoloso e struggente tentativo di appropriarsi dell’essenza del tempo, strappando dall’oblio della banalità attimi altrimenti insignificanti. Attorno ai quali costruire una liturgia del vissuto che rilegge il concetto stesso di eternità, nello strappo poetico tra effimero e assoluto. La notizia arriva in prima battuta attraverso un cinguettio su Twitter, presto confermato da David Zwirner, suo gallerista dal 1999: si è spento a New York all’età di 81 anni On Kawara, straordinario protagonista del concettuale. Nato artisticamente nella Tokyo degli Anni Cinquanta, dove esprime con la crudezza di un astrattismo vigoroso le tensioni del dopoguerra, prende nel 1963 la via degli States; scelta che coincide con un profondo twist linguistico. Kawara arriva a distruggere buona parte del opere realizzate precedentemente e a tuffarsi anima e corpo nelle pieghe di una nuova concezione del suo ruolo di artista nella società contemporanea, ergendosi a custode delle chiavi che regolano il rapporto tra passato e futuro. E la percezione di questo binomio nel presente.
Fondamentali le Today Series inaugurate nel 1966, con date casuali ad essere impresse su micro-tele da racchiudere in scatole che portano documentazione dei fatti del giorno così come appaiono sui quotidiani; come pure il monumentale progetto One Million Years. Con il 1969 eletto a data zero scritta su una serie di tomi che portano scritti, in ordine zen, un milione di anni indietro nel tempo e altrettanti in avanti, prponendo una lettura – o un ascolto nel caso di performance live – che nella ritualità del mantra scardina il tradizionale concetto del fluire del tempo.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.