Italiani in trasferta. Francesco Candeloro invade (con Riccardo De Marchi) il Neuer Kunstverein di Aschaffenburg con le sue istallazioni di colore e di luce: ecco le immagini

Duplice presenza italiana al Neuer Kunstverein di Aschaffenbur, in Germania: Francesco Candeloro e Riccardo De Marchi espongono insieme i loro lavori per la mostra Spazio e Luce (aperta fino all’11 luglio e curata da Elizabeth Claus e Francesca Pola). Opere lontane nel linguaggio, nei materiali e nelle tecniche, eppure così equilibrate che l’intesa tra i […]

Duplice presenza italiana al Neuer Kunstverein di Aschaffenbur, in Germania: Francesco Candeloro e Riccardo De Marchi espongono insieme i loro lavori per la mostra Spazio e Luce (aperta fino all’11 luglio e curata da Elizabeth Claus e Francesca Pola). Opere lontane nel linguaggio, nei materiali e nelle tecniche, eppure così equilibrate che l’intesa tra i due artisti diventa prevalentemente un dialogo di tipo spaziale. Abbiamo incontrato Francesco Candeloro a Venezia, al suo rientro in Italia, per avere notizie di questa sua esperienza d’oltralpe che segna l’ultimo dei traguardi del giovane artista veneziano. Una carriera iniziata alla Fondazione Bevilacqua La Masa nel 1997 con una residenza negli studi d’artista e con la partecipazione alla mostra collettiva annuale. Molte le successive personali e collettive che lo hanno portato a perfezionare un linguaggio artistico che si confronta sempre con lo spazio circostante, con l’architettura, il paesaggio e le forme preesistenti.
Lastre colorate di plexiglass che sovrapposte, accostate e sagomate ridefiniscono i contorni delle sue installazioni talvolta immerse nella natura, come per il Museo di Arte Contemporanea di Morterone, oppure si sostituiscono alla trasparenza di finestre e porte come per l’edificio di Piazza Cardusio di Milano o il Museo Fortuny di Venezia. Installazioni le sue che vivono della luce naturale o artificiale e che sfruttano i cambiamenti della prima per mutare forma o dimensioni o, infine, che si avvalgono delle seconda per mostrare trasparenze e strati, linee e contorni di monti e torri che si vedono alzando lo sguardo verso l’orizzonte. Nella gallery, immagini dalla mostra tedesca…

– Chiara Casarin

Fino all’11 luglio 2014
Neuer Kunstverein – Aschaffenburg
http://nkvaschaffenburg.de

 

 

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Chiara Casarin
Chiara Casarin (1975) è curatore indipendente. Ha lavorato dal 2000 al 2003 presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, dal 2006 al 2008 presso la Fondazione Benetton Iniziative Culturali di Treviso, 2009 al 2011 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2009 ottiene il titolo di dottore di ricerca alla Scuola Studi Avanzati di Venezia con una tesi sulle problematiche dell’autenticità nell’arte contemporanea. Dal 2007 al 2009 è ricercatrice presso l’Ecole des Hautes Etudes di Parigi. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Ceci n'est pas l'Auteur. Ovvero: l'opera dell'arte nell'elogio della sua riproducibilità digitale in “Engramma” n. 60, dicembre 2007; Estetiche del Camouflage (a cura di Chiara Casarin e Davide Fornari), ed. Et al., Milano 2010; Las Bodas de Canà en Venecia. Autenticidad de un facsimil in “Revista de Occidente” n. 345 Febbraio 2010, Fundaciòn José Ortega y Gasset, Madrid e BLM 2002>2010 ( a cura di) ed. Mousse Publishing, Milano 2010. Ha curato diverse esposizioni collettive e personali tra cui le più recenti In Equilibrio tra due punti sospesi di Silvano Rubino (Venezia BLM giugno 2010, catalogo Damiani), e Carlo Gajani (Museo Civico Archeologico di Bologna, maggio 2010, catalogo ed. dell'Archiginnasio) con Renato Barilli. Svolge attività di collaborazione alla didattica presso l' Università Ca' Foscari ed è docente di Arte Contemporanea presso lo IED (Istituto Europeo del Design) di Venezia. Dal 2009 collabora con la Soprintendenza B. A. P. di Venezia e Laguna.