International Design Awards 2014. Gli Oscar del design incoronano lo studio italiano ZO_loft, che conquista diversi premi. La cerimonia attesa a Los Angeles

Incetta di premi e menzioni, in occasione degli IDA, per ZO_loft, studio design fondato nel 2007da Paolo Emilio Bellisario, Cristian Cellini, Andrea Cingoli e Francesca Fontana, con due sedi operative in Italia (Roma e Teramo) e un network tra Francia e Uk. All’eterno dilemma se sia più facile per un designer farsi strada in patria […]

Zo-loft, Qwerty sofa

Incetta di premi e menzioni, in occasione degli IDA, per ZO_loft, studio design fondato nel 2007da Paolo Emilio Bellisario, Cristian Cellini, Andrea Cingoli e Francesca Fontana, con due sedi operative in Italia (Roma e Teramo) e un network tra Francia e Uk.
All’eterno dilemma se sia più facile per un designer farsi strada in patria o all’estero, il team risponde: “La cultura del design è aumentata e con essa si sono sviluppate nuove tendenze che sono cresciute in qualità e numero di esponenti. Da un lato le scuole estere si sono rafforzate e sono attualmente in grado di preparare nuovi giovani esponenti con proposte molto fresche e innovative, appetibili al mercato globale. Dall’altro, il panorama italiano ha grandi aziende e grandi nomi che continuano a fare storia, oltre a scuole di lunga tradizione in grado di preparare ottimi designer. Quindi la competizione è serratissima”.
Gli International Design Awards sono arrivati quest’anno alla loro tredicesima edizione, confermandosi uno dei principali premi del Nord America dedicati alla promozione di design, creatività, usabilità e innovazione. Per l’ambito premio concorrono ogni anno più di mille partecipanti provenienti da cinquantadue paesi di tutto il mondo. Tra i membri della giuria: Alice Blackwood, Kahi Lee, Melissa Sterry, Rebecca Epstein Kong, Jeffrey Nemeroff, solo per fare alcuni nomi.

Zo_loft, Urbana
Zo_loft, Urbana

Zo_loft, che lavora con l’architettura, il design, la grafica e il packaging, senza tralasciare gli spazi urbani, ha vinto il primo premio della categoria Home Interior Products – Interior Furniture, con il divano Qwerty sofa, dotato di uno schienale modulare che si ispira alla tastiera di un computer. Il secondo premio lo ha strappato nella categoria Media and Home Electronics con Urbana, una cassa acustica realizzata all’interno di un vecchio pneumatico, comoda perché facile da spostare e caricare, grazie all’inserimento in una ruota; utile perché il materiale assorbe il rumore trasmesso per vibrazione.
Oltre a due posizioni, su differenti podi, lo studio italiano riceve anche tre menzioni al merito per altrettanti prodotti: Wheelly, un modulo di abitazione mobile per i senzatetto, Bisù Ring, un anello che al posto dei soliti carati ha un diamante di cioccolato, e Tabhole, tavolo da gioco per grandi e piccini, presentato presso la Fabbrica del Vapore durante lo scorso salone milanese.
Non sarà la notte degli Oscar, ma una cerimonia ufficiale di premiazione a Los Angeles attende i nostri prodi designer per dicembre e loro hanno già pronte due parole di ringraziamento: “La vittoria all’ IDA ci rende doppiamente orgogliosi, perché arriva dopo una nomination su invito della commissione: già questa era stata per noi una gioia”.

–  Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.