In morte di Carlo Mazzacurati. A Gorizia il Premio Amidei omaggia il regista prematuramente scomparso: nelle altre sezioni focus sulla Grande Guerra e sul film horror “politico” italiano

Si parla di scrittura per il cinema (ma non solo) durante la trentatreesima edizione del prestigioso Premio Sergio Amidei, in programma a Gorizia dal 18 al 24 lugliotra il Kinemax di Piazza Vittoria, il Parco Villa Coronini Cronberg e il Palazzo del Cinema.In un’edizione “speciale” che vede tacere, stavolta, il Premio Opera d’Autore assegnato negli […]

Carlo Mazzacurati

Si parla di scrittura per il cinema (ma non solo) durante la trentatreesima edizione del prestigioso Premio Sergio Amidei, in programma a Gorizia dal 18 al 24 lugliotra il Kinemax di Piazza Vittoria, il Parco Villa Coronini Cronberg e il Palazzo del Cinema.In un’edizione “speciale” che vede tacere, stavolta, il Premio Opera d’Autore assegnato negli anni passati a Maestri come Abbas Kiarostami, Bernard Tavernier, Ken Loach, Wim Wenders, Edgar Reitz, Paul Schrader e – solo l’anno scorso – Patrice Leconte, per dedicare un omaggio al prematuramente scomparso Carlo Mazzacurati, cantore del Nord-est e soprattutto amico per molti di quanti andranno nei prossimi giorni a celebrarne il ricordo. La retrospettiva che gli viene intitolata offre l’opera completa del regista padovano, dai primissimi lavori negli anni ottanta fino ai giorni nostri, passando anche i film di cui Mazzacurati firmò la sola sceneggiatura: Marrakesh Express di Gabriele Salvatores e Domani accadrà di Daniele Luchetti.
Sette giorni dedicati al cinema in numerose sezioni, che culmineranno nell’assegnazione del Premio internazionale alla migliore Sceneggiatura Cinematografica, che la storica giuria composta da Ettore Scola, Marco Risi, Francesco Bruni, Massimo Gaudioso, Giovanna Ralli e Silvia D’Amico consegnerà per “l’originalità e la capacità di sperimentare nuove formule narrative, oltre che per l’attenzione alla realtà sociale e ai temi emergenti del mondo contemporaneo” a uno dei film in gara. A contendersi il riconoscimento Blue Jasmine di Woody Allen, In grazia di Dio di Edoardo Winspeare, Il capitale umano di Paolo Virzì, La mafia uccide solo d’estate di Pif, Locke di Stephen Knight, Smetto quando voglio di Sidney Sibilia e Still Life di Uberto Pasolini. Il Premio alla cultura cinematografica sarà assegnato, nel suo ventesimo anno, alla trasmissione radiofonica di Radio3 Hollywood Party nelle mani di Enrico Magrelli, che sarà presente al festival il 22 luglio per ritirare il riconoscimento.
Tra le altre sezioni, una riflessione sulla Grande Guerra in una retrospettiva che ripropone undici tra i più importanti war-film della storia del cinema: da Maudit soit la guerre a Uomini Contro, passando per Orizzonti di gloria e West Front, ma anche nove titoli per guardare all’horror “politico” italiano degli anni ‘60/’70 rielaborando le storture del quotidiano, della crisi di potere politico e dei suoi abusi, attraverso delle trasfigurazioni cinematografiche de Il demonio, Contronatura, Reazione a catena, Gran Bollito e altri titoli. Sotto il segno dell’horror anche la sezione OFF che in tre notti “nere” proporrà i più significativi lungometraggi degli ultimi dieci anni sulla scena indie italiana, puntando all’anteprima nazionale di Wrath of the Crows di Ivan Zuccon. Incontri e tavole rotonde completano l’offerta, con personalità di spicco (o indie o di culto) del mondo cinematografico e universitario italiano.

www.amidei.com

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Beatrice Fiorentino
Giornalista freelance e critico cinematografico, scrive per la pagina di Cultura e Spettacoli del quotidiano Il Piccolo e per diverse testate online. Dal 2008 collabora con l'Università del Litorale di Capodistria, dove insegna Linguaggio cinematografico e audiovisivo. Dal 2015 cura la sezione Nuove Impronte di ShorTS - International Film Festival e fa parte della commissione Film della Critica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Cura eventi, presentazioni e rassegne cinematografiche e dal 2016 è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica di Venezia.