I “Paesaggi della mente” di Alberto Di Fabio, a Castelbasso. Una grande mostra ripercorre la produzione dell’artista abruzzese, tra molecole e galassie

Paesaggi della mente: titolo più che mai azzeccato per quest’antologica di Alberto di Fabio,organizzata dalla Fondazione Menegaz nel borgo medievale di Castelbasso, con la cura di Laura Cherubini ed Eugenio Viola. Perché l’intera produzione dell’artista, che con questo progetto fa ritorno nella sua terra di origine, a guardarla come dall’alto e da lontano assume i […]

Alberto Di Fabio, Neurone rosa, 2009

Paesaggi della mente: titolo più che mai azzeccato per quest’antologica di Alberto di Fabio,organizzata dalla Fondazione Menegaz nel borgo medievale di Castelbasso, con la cura di Laura Cherubini ed Eugenio Viola. Perché l’intera produzione dell’artista, che con questo progetto fa ritorno nella sua terra di origine, a guardarla come dall’alto e da lontano assume i contorni di una grande mappatura aperta, scrittura geografica che articola le linee e gli interstizi della materia, in un minuzioso gioco estetico tra il micro e il macro.
Paesaggi, dunque, ma che disegnano le curve, i solchi millimetrici, le vette e i precipizi delle strutture molecolari, oppure – in un balzo uguale e simmetrico – della volta celeste. Atomi, particelle, sinapsi, neuroni, come fossero variopinte costellazioni; praterie di stelle e vortici galattici, come fossero sciami di pulviscolo al microscopio.
Paesaggi della mente è anche il titolo che l’artista ha dato, negli anni, a diverse sue opere dedicate alle più imponenti montagne del mondo: dall’Himalaya alle Alpi, passando per gli Appennini abruzzesi. Ed è proprio lui, Di Fabio, ad aver definito “antenne collegate al cosmo” le vette del Velino o del Gran Sasso, fin da bambino percepite, poeticamente, come canali di contatto con realtà parallele, trascendentali: ponti maestosi per raggiungere l’invisibile e l’infinito.

Alberto Di Fabio, Paesaggi della mente - Castelbasso, 2014
Alberto Di Fabio, Paesaggi della mente – Castelbasso, 2014

Da qui  la scelta di un’astrazione geometrica, ma mai algida, pittura di forme dinamiche che è espressione del caos cosmologico da cui la vita si genera, imperfetta e mobile. Ed è tutto un succedersi di tele rosa, azzurre, violetto, blu cobalto, arancio, tra ricami minuti e linee voluttuose: l’immagine rappresentativa ne è esclusa, in favore di un horror vacui orientato alla piacevolezza visiva, al ritmo meditativo, all’imperscrutabile complessità del mondo e delle cose.
La mostra di Castelbasso, che raccoglie un’ampia selezione di opere, restituisce la poetica e la sensibilità di Di Fabio, in un dialogo suggestivo con gli antichi spazi di Palazzo Clemente. In corso fino al prossimo 31 agosto.

–   Helga Marsala

Palazzo Clemente
via XXIV Maggio, 28, Castelbasso
tel 0861.508000
[email protected]
www.fondazionemengaz.it


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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.