Firenze celebra il “suo” 450° anniversario della morte di Michelangelo. Una serata fra performance urbane, proiezioni multimediali e letture, curata da Sergio Risaliti e Umberto Montano

Il 14 luglio 1564 si celebravano nella Basilica di San Lorenzo a Firenze le esequie funerali di Michelangelo, morto quasi novantenne nella sua casa romana di via Macel de’ Corvi il 18 febbraio di quello stesso anno. La celebrazione e gli apparati furono organizzati dall’Accademia delle Arti del Disegno, di cui il Buonarroti era primo […]

La Basilica di San Lorenzo

Il 14 luglio 1564 si celebravano nella Basilica di San Lorenzo a Firenze le esequie funerali di Michelangelo, morto quasi novantenne nella sua casa romana di via Macel de’ Corvi il 18 febbraio di quello stesso anno. La celebrazione e gli apparati furono organizzati dall’Accademia delle Arti del Disegno, di cui il Buonarroti era primo accademico – “principe” – e insuperabile riferimento artistico.
Oggi Firenze sceglie questa come data simbolica per celebrare il “suo” 450° anniversario: e lo fa con una serata che trasforma la città nella culla della cultura contemporanea, “dove passato e presente s’intrecciano, dove la storia e la biografia, l’architettura e l’arte, la vita quotidiana e la metafisica sono ‘pane quotidiano’”. Curato da Sergio Risaliti e Umberto Montano il progetto di rievocazione delle onoranze funerali – che prende il titolo Ad uso di mercanzia Michelangelo trafugato, il 14 luglio dalle 18 a mezzanotte – si struttura su diverse iniziative, che vanno dal teatro povero alle performance urbane, proiezioni multimediali, letture sul sagrato della Basilica di San Lorenzo, una mostra di ritratti fotografici nel Mercato Centrale, il Corteo del Calcio Storico Fiorentino.
Durante la Notte di Michelangelo verranno dunque effettuate proiezioni video sulla facciata della Basilica, un progetto multimediale a cura di Vincenzo Capalbo e Artmedia Studio. L’intero ciclo della vita e delle opere del Buonarroti appariranno in forma spettacolare su quella facciata che per molti anni impegnò l’artista fiorentino in un progetto rimasto solo sulla carta. Momento cruciale sarà le lettura di stralci dell’Orazione Funerale di Benedetto Varchi, con Maurizio Lombardi che nelle vesti del grande letterato cinquecentesco farà rivivere parole ed emozioni del 14 luglio 1564.