Dieci mesi in un villino liberty immerso nel verde, per quattro artisti tedeschi. Comincia l’avventura dei nuovi ospiti di Villa Romana, a Firenze

Trascorreranno dieci mesi nella splendida cornice della fiorentina Villa Romana, l’edificio neoclassico acquistato dal pittore tedesco Max Klinger, nel 1905, e trasformato in una sede di lavoro e promozione culturale, offerta agli artisti. Sono i nuovi vincitori di una borsa di studio – con tanto di soggiorno presso un appartamento-atelier negli spazi della Villa – […]

Villa Romana, Firenze
Villa Romana, Firenze

Trascorreranno dieci mesi nella splendida cornice della fiorentina Villa Romana, l’edificio neoclassico acquistato dal pittore tedesco Max Klinger, nel 1905, e trasformato in una sede di lavoro e promozione culturale, offerta agli artisti. Sono i nuovi vincitori di una borsa di studio – con tanto di soggiorno presso un appartamento-atelier negli spazi della Villa – che la struttura mette a disposizione ogni anno, da oltre un secolo, col sostegno della Deutsche Bank. Alisa Margolis, Johannes Paul Raether, Judith Raum e Anike Joyce Sadi trascorreranno così quasi tutto il 2015 nella capitale del Rinascimento, grazie a questo prestigioso premio, che il Deutscher Künstlerbund fondò con la nascita di Villa Romana, con l’intento di installarvi un centro di produzione artistica indipendente e di scambio culturale internazionale.

Alisa Margolis
Alisa Margolis

Quattro artisti, tutti molto diversi tra loro, che a Firenze potranno portare avanti dei progetti di ricerca, scommettendo sugli input generati da un contesto di dialogo, di conoscenza, di isolamento creativo.
Judith Raum, nata nel 1977, residente a Berlino, ha un background di studi artistici, filosofici, psicoanalitici, punto di partenza per il suo lavoro di approfondimento – attraverso  conferenze, performance, installazioni – intorno a complessi scenari narrativi di taglio storico-sociale: il suo ultimo progetto, frutto di anni di ricerche, documenta la costruzione della ferrovia in Anatolia a opera di un consorzio del Reich tedesco; Johannes Paul Raether, anche lui nato del 1977, con base a Berlino, e anche lui affezionato al linguaggio della performance: grazie a una compagine di personaggi-avatar, Raether stimola riflessioni magiche e al contempo critiche sulla tematica gender e sull’immagine del futuro. Alisa Margolis (Ucraina, 1975, vive a Berlino), invece, porta avanti una ricerca pittorica di stampo figurativo, in cui si combinano motivi barocchi, accenti pop, immagini di galassie. La più giovane, Anike Joyce Sadiq, classe 1985, fresca di aure alla Staatliche Akademie der Bildenden Künste di Stoccarda, usa il video e la performance per cerare spazi di contatto orientati da dinamiche di emarginazione e straniamento.

–  Helga Marsala

www.villaromana.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.