Da Damien Hirst a Ceal Foyer: ex-alunni della Goldsmiths mecenati per la costruzione della galleria d’arte dell’università di Londra, disegnata da Assemble

Suonava in effetti un po’ particolare che non si fosse pensato, in centoventicinque anni di storia, di dotare un’istituzione del genere di una sua galleria d’arte. Cantieri in vista alla Goldsmiths, facoltà di materie umanistiche dell’Università di Londra da sempre fucina di intellettuali e artisti di fama cristallina – da Lucian Freud a Mary Quant, […]

Londra, il progetto per la galleria d'arte della Goldsmiths - copyright Assemble

Suonava in effetti un po’ particolare che non si fosse pensato, in centoventicinque anni di storia, di dotare un’istituzione del genere di una sua galleria d’arte. Cantieri in vista alla Goldsmiths, facoltà di materie umanistiche dell’Università di Londra da sempre fucina di intellettuali e artisti di fama cristallina – da Lucian Freud a Mary Quant, passando per John Cale – che ha sciolto le riserve e presentato ufficialmente il progetto, annunciato lo scorso marzo, per la realizzazione di una sua galleria d’arte. Non un edificio ex novo, ma il restyling degli storici Laurie Grove Baths, nati come piscine negli ultimi anni dell’Ottocento e già riadattati esattamente cento anni dopo come spazi polifunzionali: ottanta i progetti pervenuti sul tavolo della giuria, composta tra gli altri da David Chipperfield e Antony Gormley, sei quelli inseriti nella shortlist che ha visto scegliere il nome del vincitore. A spuntarla è il giovane studio Assemble, presenza dinamica sulla scena londinese con interessanti trascorsi nel campo degli spazi per la cultura: vedi la recente geniale trasformazione di una stazione di rifornimento dismessa nel brillante Cineroleum, oggi eclettica sala proiezioni: o anche l’allestimento della mostra itinerante dedicata a Lina Bo Bardi, arricchita delle installazioni video immersione di Tapio Snellman.
Il progetto di Assemble, che punta a non incidere gli esterni già fortemente caratterizzati ma ad agire esclusivamente sugli interni, presenta una piccola ma sostanziosa controindicazione: quei circa due milioni di sterline che l’università deve sborsare per garantire l’impresa. E che conta di raccogliere grazie al sostegno dei suoi più affermati ex-alunni: saranno tra gli altri anche Ceal Foyer e Damien Hirst, Sarah Lucas e Rebecca Warren a donare propri pezzi all’asta con cui da Christie’s, il prossimo anno, si avvierà la campagna di raccolta fondi.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.