Clamoroso a Roma. Scoperto il vero motivo del niet di Soprintendenze e Direzioni Regionali al murale di William Kentridge sui muraglioni del Tevere

Finalmente il mistero è sciolto. Le foto qui sopra e sotto nella gallery chiariscono al di là di ogni ragionevole dubbio il vero motivo per cui il Ministero dei Beni Culturali, in maniera completamente insensata e tra l’altro contro il parere dell’Amministrazione Comunale di Roma, sta cercando di mettere i bastoni tra le ruote, affossare […]

Lo stato dei muraglioni del Tevere in corrispondenza del Complesso di San Michele

Finalmente il mistero è sciolto. Le foto qui sopra e sotto nella gallery chiariscono al di là di ogni ragionevole dubbio il vero motivo per cui il Ministero dei Beni Culturali, in maniera completamente insensata e tra l’altro contro il parere dell’Amministrazione Comunale di Roma, sta cercando di mettere i bastoni tra le ruote, affossare e rallentare lo straordinario progetto che William Kentridge (uno dei più grandi artisti viventi a livello planetario) ha preparato per la città di Roma. Il progetto – ve lo abbiamo raccontato in passato tante volte – consiste in una ripulitura delle lorde pareti dei muraglioni del Tevere dalla patina nera di smog e sporcizia. Una ripulitura ‘sagomata’ che punta a far uscire figure e forme per sottrazione. Tecnicamente, tuttavia, un intervento parziale di ripulitura dei muri. Come mai dunque Soprintendenze e Direzioni Regionali si oppongono ad un grandissimo e indiscutibile artista che vuole, tecnicamente, pulire un bene culturale quale è il muraglione ottocentesco che, una volta diventata Roma Capitale, ha imbrigliato il fiume per volere dei piemontesi? Semplice: perché Soprintendenze e Direzioni Regionali sono abituate diversamente. Sono abituate a quel che vedete nelle foto. Non sono avvezzi a chi fa pulizia. Non stanno a loro agio in un contesto di ordine e di rispetto.
Perché? Beh, guardate le foto. Questo è il Complesso di San Michele. Un grande complesso monumentale (un tempo era orfanotrofio, carcere minorile, ospizio) sulla Ripa Grande del Fiume, tra Trastevere e Porta Portese. Qui le Direzioni Regionali e le Soprintendenze di cui parliamo hanno sede, qui hanno i loro uffici, qui lavorano i loro dirigenti. E queste sono le condizioni del muraglione del Tevere di fronte a casa loro: tende, accampamenti, auto posteggiate lungo la pista ciclabile che transita sotto e soprattutto pareti completamente imbrattate di scarabocchi, scritte vandaliche, sciocchi graffiti. Qui tutto bene. Questo ci può essere. Neppure l’area prospicente al Ministero della Cultura può essere mantenuta pulita e decorosa. Questo è accettabile. Si può chiudere un occhio. I vandali – che non chiedono i permessi – non vengono ostacolati in nessun modo, pure se imbrattano sotto casa tua. I grandi artisti, invece, vengono invitati, al più, a spostarsi in periferia. Ma cosa c’è di più “periferico” di un contesto come quello immortalato in questi nostri scatti?
La grande riforma del Ministero di Dario Franceschini punta a togliere poteri e deleghe a Direzioni Regionali, trasformandole in organi amministrativi. Togliendo loro, ce lo auguriamo, questo sciocco arbitrio che favorisce il degrado e mortifica la creatività contemporanea di ineccepibile qualità. Un tema, questo, che dovrà essere quanto prima portato sulla scrivania della nuova assessore alla cultura del Comune di Roma Giovanna Marinelli.

  • Claudio

    Ma perché siamo così provinciali? Ma veramente pensate che solo questo Kentridge sia in grado di realizzare un lavoro così. Il papa sulla vespa mi è sembrato molto più interessante e molto più coraggioso