Brilla l’asta di Arte Contemporanea di Sotheby’s Londra, con top lot per i soliti Bacon, Warhol e Doig. E Nicolò Cardi “riporta” in Italia Manzoni, Fontana e Pistoletto

La prima Evening sale di Arte Contemporanea di questo inizio d’estate 2014 ha fatto portare a casa a Sotheby’s Londra importanti risultati con i grandi nomi del dopoguerra. A partire da Francis Bacon, in catalogo con un piccolo trittico raffigurante il suo amante George Dyer, battuto ben oltre le stime a 26,6 milioni di sterline […]

La prima Evening sale di Arte Contemporanea di questo inizio d’estate 2014 ha fatto portare a casa a Sotheby’s Londra importanti risultati con i grandi nomi del dopoguerra. A partire da Francis Bacon, in catalogo con un piccolo trittico raffigurante il suo amante George Dyer, battuto ben oltre le stime a 26,6 milioni di sterline e segnando un nuovo record per i dipinti di queste dimensioni per l’artista. Nuovo record per Peter Doig con l’opera Country-rock (wing-mirror), rimasta nella stessa collezione dal 1999, anno di creazione, e venduta a £8,4 milioni. Tra gli altri record, quello di Adrian Ghenie con The Fake Rothko del 2010, venduto a £1,4 milioni partendo da una stima di £250-350mila. L’asta nel complesso ha raggiunto £93 milioni, ben al di sopra delle aspettative pre-asta di £67.9 milioni, con solo 8 opere su 58 rimaste invendute: un risultato al di sopra di quello di un anno fa del 17%.
Le star del contemporaneo mantengono un mercato stabile, a partire da Warhol con Dollar Sign (Yellow) del 1981, battuto alla stima massima a £4 milioni, mentre Nine Multicolored Marilyns (Reversal Series) del 1979-86, viene venduto a £4,5 milioni; bene anche Gerhard Richter, in asta con Abstraktes Bild (845-3) del 1997, esposto alla Biennale di Venezia lo stesso anno, venduto alla stima massima £2,5 milioni. Sul fronte italiano, attivissimo Nicolò Cardi, giunto a Londra per accaparrarsi l’Achrome di Piero Manzoni del 1959-60 a £554.500, un Concetto Spaziale di Lucio Fontana in bianco del 1966 a £902.500 e un’opera degli anni ’70 di Michelangelo Pistoletto per £422.500.

– Martina Gambillara

 

 

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.