Arte, architettura, design, food. E storie di capodogli: in altre parole Demanio Marittimo km 278, la lunga notte bianca sulla spiaggia di Senigallia. Ecco tante immagini della quarta edizione…

È cominciata poco prima del tramonto, ed è durata fino all’alba, la quarta edizione di Demanio Marittimo Km 278, curata dagli instancabili ed entusiasti Cristiana Colli e Pippo Ciorra, con un ricco carnet di artisti, architetti, designer e chef da fare impallidire ben più note kermesse. Difficile annoiarsi sotto la poetica installazione Social Network, di […]

È cominciata poco prima del tramonto, ed è durata fino all’alba, la quarta edizione di Demanio Marittimo Km 278, curata dagli instancabili ed entusiasti Cristiana Colli e Pippo Ciorra, con un ricco carnet di artisti, architetti, designer e chef da fare impallidire ben più note kermesse. Difficile annoiarsi sotto la poetica installazione Social Network, di Andrea Tabocchi, Matilde Mellini e Carolina Biasca, progetto vincitore dell’allestimento dell’intera manifestazione. Le reti da pesca, utilizzate come un vero e proprio tessuto, hanno coperto, collegato e distinto le diverse aree del Demanio, costruendo quello che era l’intento stesso del progetto: una rete, per una volta non virtuale, di socializzazione.
Aiutati anche dalla presenza di cibo d’eccezione, come il fritto misto dello stellato Mauro Uliassi, o la scarpetta ai frutti di mare del giovane chef Davide Won, vincitore del concorso DM Street Food 2014, gustati a piedi nudi in riva al mare. In questo clima, quasi familiare, si sono alternati sui palchi Mare e Terra diversi talk che hanno spaziato da argomenti come la recente Biennale di Rem Koolhaas alle stampanti 3D illustrate da Denis Santachiara, da una conversazione con Adrian Paci ad un omaggio a Massimo Vignelli, fino a maratone di film tra cui uno sullo stesso Adrian Paci, Vite in Transito, scritto e diretto da Alessandra Galletta, riprese e montaggio di Andrea Giannone. Non sono mancati interventi romantici come la storia del Capodoglio, spiaggiato nel lontano 1938 proprio sulla spiaggia di Marzocca e ora custodito nel Museo di Reggio Emilia, con Elisabetta Farioli (direttore del museo), e progetti intraprendenti quale il Milano Design Film Festival. Si sono dimostrati dei veri maratoneti i sei artisti – Paola Angelini, Thomas Braida, Lorenzo Morri, Barbara Prenka, Sulltane Tusha, Nežka Zamar – selezionati e diretti da Andrea Bruciati in una performance di pittura estemporanea durata tutta la notte. Porta la firma dello stesso Bruciati la curatela della selezione video.
Ci sono state poi sorprese come gli avvincenti racconti di Ermanno Cavazzoni alternati agli interventi musicali dei poliedrici Vincenzo Vasi e Valeria Sturba, che hanno semplicemente conquistato i presenti. La stanchezza ha lasciato il posto alla curiosità di ascoltare e vedere progetti ed iniziative di storie condivise. L’arrivo delle lampare e poi il sorgere di una timida alba hanno definitivamente suggellato la scommessa vincente di un’iniziativa che sa raccogliere in un’unica notte racconti diversi di progettualità diffusa. La riviviamo nella gallery fotografica…

– Valia Barriello