Vi ricordate la Fondazione Izolyatsia di Donestk, che nel 2012 si presentò al mondo dell’arte con grandi progetti condivisi con la Galleria Continua? Ora i rivoltosi ucraini l’hanno sfrattata

Ne avevamo parlato nel 2012 in occasione della mostra Where is the time?, un progetto che coinvolgeva la nostrana Galleria Continua ed artisti del calibro di Daniel Buren, Pascale Marthyne Tayou e Leandro Erlich nel contesto post-industriale di una fabbrica, adibito a luogo di produzione culturale grazie all’impegno della patron Luba Michailova. Una bella storia, […]

Ne avevamo parlato nel 2012 in occasione della mostra Where is the time?, un progetto che coinvolgeva la nostrana Galleria Continua ed artisti del calibro di Daniel Buren, Pascale Marthyne Tayou e Leandro Erlich nel contesto post-industriale di una fabbrica, adibito a luogo di produzione culturale grazie all’impegno della patron Luba Michailova. Una bella storia, quella della Fondazione Izolyatsia di Donestk, oggi adombrata dalla triste realtà delle cronache ucraine che tutti conoscono. Nei giorni scorsi, infatti, la fondazione è stata forzatamente occupata dal Dpr (Donetsk Repubblica Popolare), un’organizzazione che opera senza autorità sovrana all’interno della città di Donetsk. L’organizzazione si è appropriata con le armi del sito e dei suoi edifici, “a vantaggio”, si legge nella struggente comunicazione inviata dalla Fondazione, “del Dpr e delle sue attività.
Il nomeIzolyatsia, come aveva raccontato la Michailova ai microfoni di Artribune due anni fa, ha due significati. “Uno è ‘protetto’, l’altro è ‘isolato’ [la fabbrica in cui trova sede produceva materiali isolanti, n.d.r.]. Il nostro impegno è quello di costruire una realtà che rispetti la storia del territorio in cui ci troviamo, ma che allo stesso tempo offra le possibilità laboratoriali di un progetto creativo e indipendente.
Le vicende che lo spazio sta, dunque, affrontando in questi giorni mettono in pericolo non solo l’impegno che la Fondazione svolgeva a vantaggio della collettività e delle nuove generazioni nel depresso Sud Est dell’Ucraina, con scarsissime occasioni di crescita culturale, ma anche i concetti alla base del vivere civile come la libertà di parola, l’uguaglianza, la democrazia. Il team della Fondazione Izolyatsia, in esilio a Kiev, si appella alla comunità internazionale e chiede oggi sostegno per le proprie attività e per diffondere la notizia…

– Santa Nastro

 

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.