Venezia Updates: il padiglione nazionale come palinsesto dinamico e performativo. L’innovativo approccio di Hans Ulrich Obrist per la presenza svizzera alla Biennale Architettura

L’operazione che Hans Ulrich Obrist – critico, storico dell’arte e curatore della Serpentine Gallery di Londra – ha scelto di portare avanti quest’anno per il Padiglione Svizzero alla XIV Biennale di Architettura di Venezia sembra essere, almeno rispetto alla debolezza che si scorge tutto intorno, quantomeno originale. Non un allestimento vero e proprio, ma una […]

L’operazione che Hans Ulrich Obrist – critico, storico dell’arte e curatore della Serpentine Gallery di Londra – ha scelto di portare avanti quest’anno per il Padiglione Svizzero alla XIV Biennale di Architettura di Venezia sembra essere, almeno rispetto alla debolezza che si scorge tutto intorno, quantomeno originale. Non un allestimento vero e proprio, ma una maratona di incontri, interventi e che si articoli secondo un ritmo serrato e costante, almeno per i primi due giorni di vernice. Coordinati da Lorenza Baroncelli, i dibattiti si sviluppano, alternandosi veloci, a partire dal tema storico scelto da Obrist per rappresentare il passaggio alla modernità: Lucius Burckhardt e Cedric Price “A stroll through a fun palace”.

Il suo progetto poliedrico infatti punta l’attenzione, a partire da una retrospettiva omaggio ai due autori, alla recente architettura come strumento per comprendere il futuro. Sia l’economista-sociologo-politico e teorico della pianificazione urbana Lucius Burckhardt (1925 -2003) che l’architetto inglese Cedric Price (1934 – 2003) rappresentano due pensatori visionari, capaci, grazie alla pratica del disegno, di andare oltre e immaginare futuri possibili. Obrist ha impostato l’intero progetto basandosi su una nuova concezione di padiglione nazionale, considerandolo come luogo interdisciplinare, capace di interagire su più livelli semantici. Cosciente dell’impossibilità di rappresentare compiutamente l’intera produzione archivistica di Burckhardt e Price, Obrist ha quindi optato per un approccio dinamico e performativo.
Ad alternarsi sul palco personalità di spessore del panorama architettonico internazionale, artisti, storici, curatori e critici. Tra di loro: Herzog e DeMeuron, Carsten Holler, Stefano Boeri, Philippe Parreno, Atelier Bow -Wow, Elizabeth Diller, Peter Fischli, Joseph Grima, Nanne de Rue, Frida Escobedo, Farshid Moussavi, Bernanrd Tschumi, Enrique Walker, Tomas Saraceno, Mark Wigley.

Giulia Mura

Info e calendario completo: www.biennals.chwww.prohelvetia.ch

 

 

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.