Una galleria, tre mostre, sei artisti. Giocando con un nome. Da Montoro 12 Contemporary Art si avvia alla conclusione il progetto espositivo Mont’Oro

“Un piccolo segno, un apostrofo impertinente che ha diviso in due il nome Montoro, suscitando visioni: la montagna, l’oro, l’arte come enigmatico palazzo”. È questo il gioco da cui ha preso vita Mont’Oro, programma espositivo a cura di Guglielmo Gigliotti, pensato per la galleria Montoro 12 Contemporary Art, sita nell’antico Palazzo Montoro, al civico dodici […]

Mont'Oro, Galleria Montoro 12, 2014 - Emmanuele De Ruvo

“Un piccolo segno, un apostrofo impertinente che ha diviso in due il nome Montoro, suscitando visioni: la montagna, l’oro, l’arte come enigmatico palazzo”. È questo il gioco da cui ha preso vita Mont’Oro, programma espositivo a cura di Guglielmo Gigliotti, pensato per la galleria Montoro 12 Contemporary Art, sita nell’antico Palazzo Montoro, al civico dodici dell’omonima strada romana. Tre doppie personali, disegnate intorno a quel micro segno d’interpunzione, che spacca in due una parola e ne trasforma il significato: da un apostrofo che irrompe, cambiando pelle a un’immagine e un nome, ci si sposta fino all’idea stessa di arte e di pensiero creativo, attivatori di spostamenti decisivi, di nuove aperture di senso, di visioni alternative all’ordinario. Gregorio Botta ed Emmanuele de Ruvo, Simone Cametti e Marina Paris, Bruna Esposito e Pietro Fortuna, hanno costruito i loro aurei duetti, confrontandosi sul ruolo, la potenza e il peso della pratica artistica in un’epoca di crisi e di passaggio, privata dei vecchi sistemi di riferimento.
Dal 27 febbraio fino al prossimo 15 giugno, a rotazione, i tre appuntamenti espositivi hanno segnato il percorso di quest’avventura, attraverso tre differenti declinazioni: L’oro dell’impermanenza, tra suggestioni alchemiche, scritture evanescenti e armonie di materiali effimeri; Spazio in/finito, in un parallelo tra altezze di paesaggi sublimi e ampiezze di ambienti domestici, entrambi da scalare e attraversare; Pensiero e poesia, in un rimbalzare di fragilità, riflessi di natura, gesti di grazia e di delicatezza, nuclei filosofici e illuminazioni improvvise. Lungo i sentieri complessi del linguaggio. Un riassunto, a fine corsa, con questa breve galleria di immagini.

–      Helga Marsala

 Montoro12 Contemporary Art
Via di Montoro 12, Roma
[email protected]
www.m12gallery.com

 

 

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.