Un po’ festival di drammaturgia contemporanea, un po’ bando di produzione per giovani compagnie. A Roma, fra Teatro Argot Studio e Teatro dell’Orologio, debutta “Dominio Pubblico OFFicine”

“Noi ci sentiamo come gli alberi di città: crescono in un fazzoletto di terra imprigionata dal cemento, e gridano muti. Ci sentiamo come quei merli di città, teppisti, che col becco vanno a rompere i coperchi delle bottiglie di latte, lasciate davanti al portone dal lattaio della mattina”: questo passaggio del programma di sala di […]

Noi ci sentiamo come gli alberi di città: crescono in un fazzoletto di terra imprigionata dal cemento, e gridano muti. Ci sentiamo come quei merli di città, teppisti, che col becco vanno a rompere i coperchi delle bottiglie di latte, lasciate davanti al portone dal lattaio della mattina”: questo passaggio del programma di sala di Confine, primo spettacolo importante del Teatro delle Albe (siamo nel 1986), pare perfetto per introdurre il festival di drammaturgia contemporanea e bando di produzione Dominio Pubblico OFFicine. È la stessa necessità di aria e di luce, il medesimo élan, l’analoga sfrontatezza a guidare i sedici artisti che al Teatro Argot Studio e al Teatro dell’Orologio di Roma dal 9 al 12 giugno presenteranno alla giuria i primi venti minuti dei lavori in gara, per cercare di aggiudicarsi il premio di produzione: un periodo di residenza di nove giorni presso Kilowatt a Sansepolcro, tre date a cachet e una settimana in programmazione nella seconda parte della stagione di Dominio Pubblico 2014/2015.
Almeno tre segnalazioni, dal variegato programma. Punta Corsara presenta Io, mia moglie e il miracolo, spettacolo che “si propone di analizzare le regole di una società che pubblicizza l’amore come un detersivo”. In Berlinisntu di Fattoria Vittadinisi indaga quella particolare sensazione fisico-emotiva in cui si realizza lucidamente la mancanza insanabile di qualcuno o qualcosa, di impossibile risoluzione, nell’immediato. Si racconta la fuga”. Lo straordinario Ciro Masella / Uthopia Teatro propone Gioco di specchi, testo inedito che Stefano Massini ha scritto appositamente per l’attore e regista campano, che parte dal Don Chisciotte di Cervantes “per costruire un duetto/duello verbale ed emotivo ad altissima tensione, un gioco di identità celate e dissimulate, di nascondimenti e svelamenti, di segreti e confessioni”: necessità, élan e sfrontatezza, appunto.

– Michele Pascarella

www.dominiopubblicoteatro.it

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Michele Pascarella
Dal 1992 si occupa di teatro contemporaneo e tecniche di narrazione sotto la guida di noti maestri ravennati. Dal 2010 è studioso di arti performative, interessandosi in particolare delle rivoluzioni del Novecento e delle contaminazioni fra le diverse pratiche artistiche.