Tour di street art al MAU di Torino. Nuove opere al Museo d’Arte Urbana. Con il Moby Dick di Opiemme in stile street poetry e i murales di Xel: ecco le immagini

Tra gli eventi del torinese Festival Architettura in Città 2014, che termina sabato 14 giugno, c’è anche un tour guidato per vedere i nuovi interventi artistici per il MAU Museo d’Arte Urbana di Torino, ormai lanciatissimo verso la street art e l’arte pubblica. Nel mese di maggio i due artisti torinesi Xel e Opiemme hanno […]

Tra gli eventi del torinese Festival Architettura in Città 2014, che termina sabato 14 giugno, c’è anche un tour guidato per vedere i nuovi interventi artistici per il MAU Museo d’Arte Urbana di Torino, ormai lanciatissimo verso la street art e l’arte pubblica. Nel mese di maggio i due artisti torinesi Xel e Opiemme hanno lavorato ai loro rispettivi murales, dislocati in questo quartiereoperaio, il Borgo Campidoglio, che dal 1995 ad oggi, ospita oltre 140 opere su parete, realizzate da artisti storici che, a 70 anni sono saliti su impalcature, così come da street artist protagonisti della scena internazionale.
Per Xel si è trattato di un ritorno per ripristinare le sue opere dipinte nel 2012 sulle tre torrette del parcheggio interrato, in piazza del Risorgimento, che erano state recentemente vandalizzate. Un importante lavoro di riqualificazione di uno spazio pubblico, liberato così dal degrado, che si è unito alla realizzazione di una nuova opera, sempre sul tema della riflessione sulla società odierna. Opiemme, uno fra i più atipici street artist italiani, che quest’estate sarà ospite del Monumental Art in Polonia, da poco rientrato da un viaggio di pittura e poesia ad Haiti, è stato invitato dal direttore del MAU Edoardo di Mauro a intervenire con una delle sue grandi opere composte di parole, nell’ambito della manifestazione dedicata alla famiglia Fuori Schema 2014. In corso Tassoni, angolo Via Cibrario, sul lato della Parrocchia di S. Alfonso, Opiemme ha realizzato, con stencil, pennello e spray, una delle sue pitture poetiche intitolata Ahab’s Whale (La Balena di Achab) su una superficie di circa 50 mq, composta da frasi tratte da Moby Dick di Melville (“Achab è Achab per sempre, marinaio. Questo momento è tutto scritto e immutabile” – “Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu, che insensato cerchi lei”). La sagoma della balena è accompagnata da un tonno, composto da una riscrittura di una frase di Italo Calvino (“La natura si manifesta nel momento in cui non vedi più ciò che aspetti”). Una riflessione sull’ossessione di Achab, che perseguita la balena, così come l’uomo prevarica sulla natura, e che porta a chiedersi chi sia il mostro.
Accanto a tutto questo Opiemme, sempre in linea con la sua idea di street poetry e come preludio della sua prossima serie di opere Irradiation, ha anche dipinto un grande sole nero, da cui si irradia un vortice di lettere in libertà. A conclusione dell’intera operazione, che avverrà a fine mese, l’artista coinvolgerà i bambini delle scuole locali, invitandoli a scrivere delle frasi su un riquadro fucsia pitturato sul muro. La visita guidata partirà venerdì 13 giugno alle ore 15, con ritrovo presso il sagrato della Chiesa di San Alfonso, corso Tassoni angolo via Cibrario, ma noi vi mostriamo già i murales, visti per voi, nella nostra ricca fotogallery…

– Claudia Giraud

www.museoarteurbana.it