San Pietroburgo Updates: Manifesta, femminile plurale. Da Marlene Dumas a Katharina Fritsch, artiste a confronto con il Palazzo d’Inverno

Nel Palazzo d’Inverno, che è anche la seconda sede della mostra, trovare le opere di Manifesta è un’impresa. Ma la ricerca è emozionante. Si attraversano sale bellissime, a volte opulente, spesso enormi. Rubens e Rembrant, Leonardo da Vinci e Caravaggio, Tiziano, Ribera, scorrono sulle pareti, senza soluzione di continuità. L’unico modo per orientarsi è chiedere […]

Manifesta 10, Palazzo d'Inverno, San Pietroburgo
Manifesta 10, Palazzo d'Inverno, San Pietroburgo

Nel Palazzo d’Inverno, che è anche la seconda sede della mostra, trovare le opere di Manifesta è un’impresa. Ma la ricerca è emozionante. Si attraversano sale bellissime, a volte opulente, spesso enormi. Rubens e Rembrant, Leonardo da Vinci e Caravaggio, Tiziano, Ribera, scorrono sulle pareti, senza soluzione di continuità. L’unico modo per orientarsi è chiedere aiuto alle deliziose, attempate custodi.
Le artiste donne, soprattutto, si sono confrontate con le opere dell’Ermitage, scegliendo diverse sezioni del Museo. Susan Philipsz diffonde un’intensa e cupa pièce di pianoforte registrata su 12 canali tra le colonne dello Scalone di Stato, l’entrata principale del Palazzo fino alla rivoluzione del 1917. Marlene Dumas, che naturalmente ha trovato posto tra la pittura francese di fine Ottocento, torna sulla questione dei diritti degli omosessuali. Schizza a carboncino e acquerello i ritratti di intellettuali gay russi che hanno dato un contributo significativo alla storia, Ciaikovsky e Diaghilev tra gli altri. Nicole Eisenman presenta grandi tele dipinte in uno stile neorealista con scene di disequilibri urbani; ricordano alcuni soggetti della pittura postimpressionista allestiti nelle sale adiacenti. Lara Favaretto porta grandi blocchi di cemento spezzato tra le sculture della Sala di Ercole. La loro texture contrasta con la levigata superficie delle sculture classiche, stimolando una riflessione sulla deperibilità della bellezza.

Non tutte le artiste si avvicinano al contesto con la medesima dolcezza e rispetto. Katharina Fritsch piazza una dama con il cagnolino fatta di conchiglie rosa shocking al centro di un salotto rosso degli appartamenti imperiali. Un pugno nell’occhio per l’inconsapevole turista koreano. All’uscita dal museo, parliamo con Joanna Warsza del suo Public programm. Anche lei conferma la sensazione che essere a San Pietroburgo è come stare in una bolla. Impermeabile alla realtà…

– Antonella Crippa

 

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.