San Pietroburgo Updates: la danza secondo Rineke Dijkstra e Klara Liden. E fra gli artisti russi serpeggia l’inquietudine per la questione Ucraina: ancora immagini e video da Manifesta…

Sollevano questioni interessanti, dalla lettura non univoca, le opere allestite nel Palazzo dello Stato Maggiore a San Pietroburgo, dove è situata la prima parte di Manifesta. Nel percorso si notano soprattuto i lavori realizzati per l’occasione. Oltre a Hirschoorn, van Lieshout e Alys– che avete visto nel nostro precedete update -, è bella la videoinstallazione […]

Sollevano questioni interessanti, dalla lettura non univoca, le opere allestite nel Palazzo dello Stato Maggiore a San Pietroburgo, dove è situata la prima parte di Manifesta. Nel percorso si notano soprattuto i lavori realizzati per l’occasione. Oltre a Hirschoorn, van Lieshout e Alys– che avete visto nel nostro precedete update -, è bella la videoinstallazione di Rineke Dijkstra, Marianna, che riprende la fatica e la tensione di una giovanissima e magrissima ballerina di San Pietroburgo mentre piega il suo corpo e lo torce. Anche Klara Liden è stata affascinata dai ballerini dell’Ermitage Theatre che hanno interagito con la sua inesperienza durante le loro lezioni. In un contesto in cui i ruoli vengono interpretati sottolineando le differenze di genere, i performer sembrano alludere a una sessualità ambigua.
Rilevante In questa sezione la presenza degli artisti russi: di Timur Novikov sono esposti grandi tessuti con pattern geometrici e colorati in cui sono inseriti piccoli elementi figurativi, una chiesa ortodossa, una bomba, il sole che sorge sull’orizzonte. Attraverso le immagini si compone un racconto universale, delicato ma anche violento, ambientato in questa città negli anni Ottanta. Boris Mikhailov, che è nato in Ucraina nel 1938, presenta una reportage fotografico realizzato qualche mese fa a Kiev, appena prima che scoppiasse la rivolta di Maidan. Vladislav Mamyshev-Monroe, deceduto nel 2013, è ricordato da fotografie e filmati “insinuazionisti”. Anarchico e libero, l’artista è ripreso mentre si muove negli anni Novanta nella città, di notte, di giorno. Altro il linguaggio, questa volta di matrice costruttivista, per i dipinti recentissimi di Pavel Pepperstein, che dichiarano che… anche in Europa c’è grossa crisi.

Un ultimo appunto per le opere astratte che in questo contesto forse non ti aspetteresti, come i grandi pannelli monocromi di Olivier Mosset e l’installazione di luce di Ann Veronica Jansenns. Suggestiva la stanza di Joelle Tuerlinckx, interamente rivestita da fogli bianchi, dipinti di rosso nella parte coperta, come a tacitare una verità. L’allestimento di questa parte è cristallino, ma dove è la vita vera? Si prova una sorta di scollamento con la realtà, visitando la mostra. La violazione del cessate il fuoco in Ucraina, le parole minacciose del ministro degli esteri Larionov, le dichiarazioni del presidente Poroschenko contrastano decisamente con i toni tutto sommato pacati e conciliatori della mostra…

– Antonella Crippa

 

 

CONDIVIDI
Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.