San Pietroburgo Updates: fare Manifesta in Ucraina? Ma l’Ermitage sta in Russia. Thomas Hirschhorn, Erik van Lieshout, Francis Alys, immagini e video della main exhibition

Mikhail Piotrovsky, il direttore dell’Ermitage, Hedwig Fijen, la direttrice di Manifesta, e il commosso Kasper Konig, il curatore, hanno presentato e difeso il loro progetto alla conferenza stampa di inaugurazione. Prevedibilmente, molte delle domande dei giornalisti hanno riguardato il senso della presenza in Russia della mostra nel momento della violenta crisi con l’Ucraina, l’equilibrio tra […]

Mikhail Piotrovsky, il direttore dell’Ermitage, Hedwig Fijen, la direttrice di Manifesta, e il commosso Kasper Konig, il curatore, hanno presentato e difeso il loro progetto alla conferenza stampa di inaugurazione. Prevedibilmente, molte delle domande dei giornalisti hanno riguardato il senso della presenza in Russia della mostra nel momento della violenta crisi con l’Ucraina, l’equilibrio tra artisti russi e quelli provenienti da altri paesi e chi ha boicottato per ragioni politiche. Piotrovsky, in particolare, ha sottolineato che il grandioso lavoro di Thomas Hirschhorn nell’atrio, Abschlag, riflette lo stato in cui si trovava il museo prima della super ristrutturazione curata dal bureau Studio 44. Le opere da sempre esposte, gli Impressionisti, non hanno sofferto e non soffriranno per la vicinanza forzata con queste nuove, ha spiegato.

Fijen ha esposto l’idea che la mostra contribuisce ad estendere i confini dell’Europa, rafforzando le relazioni tra occidente e oriente. Konig ha esordito con “Manifesta non ha un manifesto“, e ha descritto il bellissimo lavoro di Erik van Lieshout che ha passato sei mesi nei sotterranei dell’Ermitage con i tanti gatti che ci abitano. Forse non i discendenti di quelli portati dalla principessa Elisabetta per eliminare i ratti di corte, morti durante l’assedio della Seconda Guerra mondiale, ma quelli arrivati successivamente. “Avremmo voluto farla in Ucraina, ma l’Ermitage è qui a San Pietroburgo… Leningrado, Pietrogrado“, ha detto, chiarendo che Manifesta entra in relazione con tutte le vicende, tutte le storie della sua turbolenta e relativamente breve esistenza.

Nell’ala del museo gigantesca e totalmente vuota si incontra tra le altre l’installazione di Francis Alys, Lada Kopeika Project, il viaggio finalmente realizzato, sognato da una vita, di attraversare l’Europa sulla sua auto scassata. Oggi si conclude nel giardino del Palazzo d’Inverno, contro un albero. Forse dopo essere rimasto abbagliato dalla collezione di Matisse esposti in questa ala del Museo…

– Antonella Crippa

 

 

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Antonella Crippa
Antonella Crippa è una art advisor e vive e lavora a Milano. Ha una formazione come storica dell’arte: ha frequentato la facoltà di Conservazione dei beni culturali a Viterbo e la Scuola di specializzazione in storia dell’arte all’Università statale di Milano. Per qualche anno è stata curatrice indipendente (tra gli altri progetti espositivi: 2007, In Cima alle Stelle, Forte di Bard; 2004 On Air, Video in Onda dall’Italia, Galleria Civica di Monfalcone; 2002, Da Cima a Fondo, Torre del Lebbroso, Aosta). Successivamente, ha intrapreso l’attività di esperta di arte moderna e contemporanea, lavorando anche come valutatrice di progetti europei. Da otto anni è responsabile del dipartimento di Art Advisory di Open Care, società della quale è anche membro del consiglio di amministrazione. Giornalista pubblicista, in precedenza ha scritto per diverse testate; per Artribune si occupa di mercato dell’arte.
  • Non capisco molto come certi artisti, vedi uno per tutti Thomas Hirschhorn, che fanno sempre tante messe in scena su tematiche sociali poi partecipano senza tanti problemi a un evento così “critico”, trovo in ciò una conferma di una certa arte che vuole trattare aspetti sociali solo per promuovere se stessa, per cui ritengo più dignitoso e coerente un bel quadro con natura morta…