Non solo Damien Hirst (e non solo polemiche). Da Andres Serrano a Per Barclay, ecco le immagini dell’opening di Icastica 2014, ad Arezzo

Se ne è parlato molto, nei giorni scorsi, soprattutto – anche su Artribune – per le polemiche animaliste nate attorno all’esposizione dell’opera di Damien Hirst. Ma al di là di questo casus belli, che in realtà pare si sia risolto con una protesta animata da non più di una ventina di manifestanti, Icastica 2014 ad […]

Se ne è parlato molto, nei giorni scorsi, soprattutto – anche su Artribune – per le polemiche animaliste nate attorno all’esposizione dell’opera di Damien Hirst. Ma al di là di questo casus belli, che in realtà pare si sia risolto con una protesta animata da non più di una ventina di manifestanti, Icastica 2014 ad Arezzo aveva ben altri contenuto artistici da offrire: e ieri, domenica 15 maggio, si è regolarmente svolta la cerimonia d’apertura, con l’ambasciatrice d’eccezione Anna Falchi.
L’assessore alla cultura e al turismo di Arezzo, Pasquale Giuseppe Macrì, e il direttore artistico della rassegna, Fabio Migliorati, sono partiti dal concetto esclusivo di demusealizzazione, per notificare l’urgenza di esporre un evento culturale alla conquista di pinacoteche, monumenti, basiliche, piazze, vie, riportando turisti e cittadini, ad un’esperienza civica, rinascimentale e sociale dell’arte, attraverso un’esplorazione informale e emancipata di aree pubbliche, comunali e private. “L’arte contemporanea più prestigiosa o innovativa sospinge quella eterna del passato, rifacendosi a questa poiché il contesto architettonico (con sedi e spazi) è espressione del medioevo aretino, e le opere d’arte sono così anche quelle dei grandi artisti toscani che hanno lasciato ad Arezzo l’inestimabile eredità di crocifissi o polittici trecenteschi e di affreschi del Quattrocento. Lo scopo è la coerenza: il rilancio dell’immagine aretina, di una città che ha donato i natali a tanti personaggi storici illustri”.
La kermesse di Arezzo svela una trasformante e ibrida contaminazione tra spazio storico e innovazione contemporanea, con importanti opere di artisti come Andres Serrano, Per Barclay, Barry X Ball, Michelangelo Pistoletto, fra gli altri. Sculture e istallazioni che disordinano e invadono la staticità visuale di strade, piazze, palazzi, giardini, musei, scale e chiese, attraverso una logica curatoriale limpida e immediata. Una congèrie di opere italiane e internazionali in grado di esprimere i dilemmi, le insicurezze e le potenziali risoluzioni dell’universo contemporaneo. Ne vedete alcune immagini nell’ampia fotogallery…

– Diletta Pellegrini

 

 

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Diletta Pellegrini
Sono laureata dal 2005 in Conservazione dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Siena. Dopo aver svolto vari incarichi non attinenti al profilo culturale, mi sono trasferita a Milano, dove ho conseguito una seconda laurea specialistica nel 2013 in Arti Visive e Studi Curatoriali alla NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano con una tesi riguardante la fenomenologia dell'arte contemporanea dagli inizi del Novecento fino a tempi recenti. Scrivo di arte per la rivista online www.dailybest.it e ho una pagina web, newtrendmagazine.wordpress.com, dove racconto, con lessico personale e inedito, di fenomeni culturali, intellettuali e sociali, avvolti tra passato e presente. Ho una naturale passione per le discipline artistiche, adoro visitare mostre temporanee, gallerie e musei storici, per poi descrivere al pubblico la mia individuale osservazione delle opere. Attualmente vivo ad Arezzo, Toscana.