Il Salento senza identità. Al festival del Nuovo Cinema di Pesaro arriva il film di Carlo Michele Schirinzi “I resti di Bisanzio”

L’iconoclastia che caratterizzò l’antica Bisanzio come simbolo della lotta contro il miraggio, l’inganno, la falsità. È questo il punto di avvio de “I resti di Bisanzio”, nuovo film scritto e diretto dal salentino Carlo Michele Schirinzi, in concorso alla 50° Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. L’artista svela la propria visione del Salento, stigmatizzando […]

Carlo Michele Schirinzi, I resti di Bisanzio

L’iconoclastia che caratterizzò l’antica Bisanzio come simbolo della lotta contro il miraggio, l’inganno, la falsità. È questo il punto di avvio de “I resti di Bisanzio”, nuovo film scritto e diretto dal salentino Carlo Michele Schirinzi, in concorso alla 50° Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. L’artista svela la propria visione del Salento, stigmatizzando l’artificialità di una identità territoriale ormai inautentica:  “Un’identità che oggi si cerca dannatamente di costruire senza tener conto del quotidiano spietato che si srotola sotto i nostri occhi, lasciandoci in balìa del tempo che fugge, stranieri nella nostra stessa casa: accasciati dal pattume odierno, non ci curiamo del marcio che scorre come un fiume impazzito tra le rocce carsiche nascoste sotto la terra degli ulivi secolari”.
Il protagonista del film, proiettato venerdì 27 giugno al Teatro Sperimentale “Odoardo Giansanti” di Pesaro,  è un eremita senza tempo, un uomo senza stimoli, un piromane che brucia immagini: brucia il suo presente. Perché non riuscendo a creare, distrugge. Inalando “l’ossigeno che solo le immagini incendiarie riescono a donargli”. E aggiunge ancora Schirinzi, con enfasi ed evocazione letteraria: “Un viaggio senza senso, un’urgenza di vuoto dalla foga iconoclasta bizantina, nella storia e geografia dei personaggi, un ciclico ritorno ed un vagar per scene e immagini come il perdersi nei tasselli musivi calpestati d’Otranto. Un film dedicato a chi è naufrago della propria vita”.

  Cecilia Pavone

www.pesarofilmfest.it

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Cecilia Pavone
Giornalista professionista, Cecilia Pavone è nata a Taranto e ha conseguito la laurea in Filosofia con specializzazione in Storia delle Dottrine Politiche all'Università degli Studi di Bari. Nel suo percorso professionale giornalistico ha lavorato per il quotidiano "Nuovo Corriere Barisera" di Bari specializzandosi nel settore cultura e spettacoli. Tra le sue collaborazioni: "Il Settimanale" di Bari, "Il Resto del Carlino" di Bologna, "Exibart" dal 2007 fino al febbraio 2011, quando ha seguito Massimiliano Tonelli e Marco Enrico Giacomelli alla nuova testata d'arte "Artribune". Attualmente scrive anche su "Lobodilattice.com" e "Metalwave.com".