Il “niente” secondo Marina. Ecco le anticipazioni dell’attesissima performance londinese della Abramovic: con un’accusa di plagio ad accendere la vigilia…

  Marina Abramovic torna. Alla Serpentine Gallery di Londra, dall’11 giugno al 25 agosto, con la nuova performance 512 Hours, un tempo durante il quale l’artista “non farà niente”. Galleria vuota, niente sedie, solo qualche oggetto che le appartiene. Il pubblico è invitato a lasciare al guardaroba orologi e telefonini, per spogliarsi di qualsiasi cosa […]

Marina Abramovic

 

Marina Abramovic torna. Alla Serpentine Gallery di Londra, dall’11 giugno al 25 agosto, con la nuova performance 512 Hours, un tempo durante il quale l’artista “non farà niente”. Galleria vuota, niente sedie, solo qualche oggetto che le appartiene. Il pubblico è invitato a lasciare al guardaroba orologi e telefonini, per spogliarsi di qualsiasi cosa distolga l’attenzione. “Qualcosa succederà, ma non so neanch’io cosa perché si tratta di un esperimento mai realizzato prima, è come il primo viaggio sulla luna”, ha dichiarato la Abramovic alla illy, sponsor ufficiale, durante la realizzazione del primo dei video che saranno quotidianamente caricati sul sito www.illy.com, per tenere un diario di bordo. Ma sul fatto che si tratti di un inedito, ha avuto da ridire l’artista americana Mary Ellen Carroll, che accusa la Abramovic di plagio visto che nel 2006 lei sarebbe partita da New York solo con il passaporto e i vestiti che aveva indosso, viaggiando per sei settimane “con niente”.
Più che mai sereno Carlo Bach, art director del gruppo illy: “Mi pare che le due cose siano piuttosto differenti, in ogni caso credo sia meglio giudicare dopo aver visto la performance”, dice. “La polemica nasce sul concetto di ‘niente’ che però è astratto. Quel che succederà per ora è un mistero, ma immagino che Marina farà qualcosa con il pubblico che andrà a vederla. C’è Marina e la sua capacità di relazionarsi. Non è che questo sia proprio ‘niente’”. Se un viaggio a Londra è proprio fuori discussione, niente paura. Come accaduto per The artist is present, anche di 512 Hours verrà realizzato un documentario che però – rivela Bach – “vista l’enorme quantità di materiale da elaborare, non potrà essere pronto prima del 2015”.

– Beatrice Fiorentino

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Beatrice Fiorentino
Giornalista freelance e critico cinematografico, scrive per la pagina di Cultura e Spettacoli del quotidiano Il Piccolo e per diverse testate online. Dal 2008 collabora con l'Università del Litorale di Capodistria, dove insegna Linguaggio cinematografico e audiovisivo. Dal 2015 cura la sezione Nuove Impronte di ShorTS - International Film Festival e fa parte della commissione Film della Critica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Cura eventi, presentazioni e rassegne cinematografiche e dal 2016 è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica di Venezia.
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