Il Fantasma dell’ospedale San Giacomo a Roma. L’installazione dello studio stARTT alla Biennale di architettura accende i riflettori su una vicenda di abbandono e sprechi: ecco le immagini

Molto è stato detto e scritto nelle ultime settimane sulla Biennale di architettura di Koolhaas, “la Biennale senza architetti”, e in particolare su Monditalia, la sezione ospitata nelle Corderie dell’antico Arsenale, che presenta 41 installazioni-ricerche sul territorio del nostro paese, a firma di altrettanti studi, con l’ambizione di raccontarne lo stato corrente dell’Italia. In questo […]

Molto è stato detto e scritto nelle ultime settimane sulla Biennale di architettura di Koolhaas, “la Biennale senza architetti”, e in particolare su Monditalia, la sezione ospitata nelle Corderie dell’antico Arsenale, che presenta 41 installazioni-ricerche sul territorio del nostro paese, a firma di altrettanti studi, con l’ambizione di raccontarne lo stato corrente dell’Italia. In questo senso Monditalia sarebbe la classica mostra collettanea, ma molte recensioni hanno sottolineato l’abilità di Koolhaas di far scomparire questo grande contributo a più mani per presentare Monditalia come un unico lavoro registico del curatore. A questo punto ci sarebbe solo da schierarsi tra le fila dei sostenitori o quelle dei detrattori!
Uno dei progetti presenti è Il Fantasma del Nolli dello studio stARTT, firma comune di quattro architetti romani, Simone Capra, Claudio Castaldo, Francesco Colangeli e Dario Scaravelli, che presenta il caso del complesso ospedaliero abbandonato del San Giacomo di Roma, nei pressi di Piazza del Popolo, nel cuore del centro storico, come icona (attualissima!) di quanto sta accadendo alle istituzioni del welfare in Italia e al loro patrimonio al tempo della crisi. L’installazione funziona come una macchina scenica al centro delle colonne delle Corderie dell’Arsenale, che le persone possono attraversare e con la quale possono interagire. Ogni elemento dell’installazione è rappresentato in maniera metaforica. Il modello dell’Ospedale è sospeso sopra la mappa del Nolli, dissacrata in forma di tappeto; l’interno del modello riproduce la luce di una corsia d’ospedale nella quale si può ripercorrere attraverso diversi contributi la storia del San Giacomo e i temi che il suo abbandono pone all’attualità.
L’installazione”, affermano gli architetti di stARTT,è pensata come macchina teatrale, espediente per ripercorrere la storia del complesso abbandonato dell’antico Ospedale San Giacomo di Roma, quale grande architettura pubblica; dalla fondazione nel 1339 alla sua chiusura e dismissione nell’ottobre del 2008, motivata formalmente dalle necessità di rispetto del patto di bilancio. Il nome Il Fantasma del Nolli, ne sottolinea il carattere di città pubblica, una presenza della nostra società radicata da secoli, di cui oggi rimane solo un blocco fantasma nella città”. La ricerca è arricchita da contributi scientifici e riflessioni significative, tra questi l’intervista all’economista Svizzero Christian Marazzi sul ruolo e l’uso del patrimonio delle Istituzioni del Welfare dentro i processi dell’economia finanziaria, quella al Professor Marco Geddes, dirigente sanitario che si è occupato del ruolo degli ospedali storici nella città europea e del loro rinnovamento in strutture tecnologicamente avanzate degli ospedali storici delle città europee. Nella fotogallery, qualche immagine del progetto…