Giorgio Armani: “Per Expo 2015 apro la mia Tate Gallery a Milano nell’ex silos della Nestlè”. Inaugurerà a maggio il museo-archivio progettato da Tadao Ando

L’annuncio risale assai indietro negli anni: addirittura al 2000, quando al Guggenheim Museum di New York prese il via la grande mostra retrospettiva itinerante che poi avrebbe toccato Bilbao, Berlino, Londra, Roma, Tokyo, Shanghai, per concludersi nella città dello stilista, alla Triennale di Milano. Fin da subito lo stilista in questione, ovvero Re Giorgio Armani, […]

L’Armani Teatro, a via Bergognone

L’annuncio risale assai indietro negli anni: addirittura al 2000, quando al Guggenheim Museum di New York prese il via la grande mostra retrospettiva itinerante che poi avrebbe toccato Bilbao, Berlino, Londra, Roma, Tokyo, Shanghai, per concludersi nella città dello stilista, alla Triennale di Milano. Fin da subito lo stilista in questione, ovvero Re Giorgio Armani, annunciò che il materiale oggetto della mostra avrebbe poi trovato una sede espositiva permanente in via Bergognone 46, zona Tortona, nel quartier generale della maison, in uno spazio progettato dall’archistar giapponese Tadao Ando. Non distante da un altro nuovo spazio atteso in questi mesi, sempre firmato da una grande archistar, il Museo delle Culture di David Chipperfield, con il quale si potrebbero creare delle auspicabili sinergie.
Ora il progetto sembra finalmente prendere forma: con una data ben precisa di apertura, maggio 2015, ovviamente dettata dalla volontà di essere operativi per l’inizio dell’Expo. Ad annunciarlo lo stesso King George, in occasione della sfilata Emporio Armani: gli spazi individuati sono adiacenti a quelli dell’Armani Teatro, in un silos dell’ex stabilimento Nestlè. L'”Armani Silos” – questo il nome scelto – ospiterà l’archivio-museo della maison, un archivio fotografico, una location per mostre, ma sarà anche “un centro di cultura viva, di arte, aperto agli studiosi e in alcuni giorni a chi è interessato alla Moda. Sarà la mia Tate Gallery tutta bianca“, come ha rivelato Armani ai giornalisti presenti.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.