Due store griffati Tadao Ando: a Milano il brand Duvetica si rifà il look con l’archistar giapponese. Aspettando la fashion week maschile

Hanno cominciato a lavorare insieme nel 2010, all’epoca dell’apertura dello store di Tokyo. E non si sono mai più lasciati: dopo la progettazione dei punti vendita di Kitzbuhel, Courmayeur e Milano Tadao Ando torna a disegnare spazi per il brand Duvetica. E lo fa tornando all’ombra della Madonnina, in pieno quadrilatero della moda. Due gli […]

Tadao Ando per Duvetica

Hanno cominciato a lavorare insieme nel 2010, all’epoca dell’apertura dello store di Tokyo. E non si sono mai più lasciati: dopo la progettazione dei punti vendita di Kitzbuhel, Courmayeur e Milano Tadao Ando torna a disegnare spazi per il brand Duvetica. E lo fa tornando all’ombra della Madonnina, in pieno quadrilatero della moda. Due gli interventi firmati dall’archistar giapponese per la casa di moda, prossimi all’inaugurazione in vista dell’imminente settimana della moda maschile. Da un lato c’è la creazione di oltre duecento metri quadri di rappresentanza in via Senato, per uno showroom su due piani che risultano cuciti tra loro da una parete inclinata in cemento con andamento curvilineo: un’onda di sobria eleganza, che richiama nei toni del bianco e del grigio le finiture di quarzo spruzzato e marmorino veneziano “schiacciato”, gli arredi perlacei e le luci candide volute per spogliare l’ambiente di ogni ridondanza. Lasciando al centro della scena i prodotti in esposizione e, negli uffici, il monolitico tavolo da riunioni – sempre in cemento – disegnato dallo stesso Ando.
Lo spazio di via Senato si integra con il progetto di restyling del flagship store che l’architetto nipponico aveva già realizzato in via Santo Spirito: il trasloco degli uffici porta a raddoppiare la superficie destinata alla vendita e dunque a rivedere in modo radicale la disposizione degli ambienti, concepiti quasi come se si trattasse della riqualificazione di un sito industriale dismesso. Ne sono prova i pavimenti in cemento grigio, ma anche i dettagli in acciaio verniciato.

– Francesco Sala

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.