Diario d’artista: giorno sesto (e ultimo). Giovanni Gaggia racconta la residenza di Regina José Galindo al Rave Village Artist Residency

Oggi è l’ultimo giorno di residenza di Regina José Galindo a RAVE, e con la sua partenza si chiude anche mio diario quotidiano. Sarà una giornata interamente dedicata al confronto, leit-motiv di tutto questo periodo friulano. Si inizia alle 10 del mattino al casale di Torreano, dove Regina incontra quattro artisti provenienti da diverse nazioni […]

Oggi è l’ultimo giorno di residenza di Regina José Galindo a RAVE, e con la sua partenza si chiude anche mio diario quotidiano. Sarà una giornata interamente dedicata al confronto, leit-motiv di tutto questo periodo friulano. Si inizia alle 10 del mattino al casale di Torreano, dove Regina incontra quattro artisti provenienti da diverse nazioni europee e selezionati da Daniele Capra e Giuliana Carbi: Margarethe Drexel (1982, Austria), Laure Keyrouz (1979, Libano), Jure Markota (1985, Slovenia) e Paola Pisani (1978, Trieste). Con loro parla di tutto, della sua performance di sabato, della nascita di un progetto artistico, di una politica ormai disincantata e delusa dalle utopie estreme che tanto dolore hanno provocato, soprattutto in America Latina.
La Galindo osserva infine con interesse le opere di questi giovani artisti, confrontandosi sulle motivazioni e sulla necessità di fare arte in un mondo caratterizzato da grandi cambiamenti. La giornata si conclude a Trieste, allo Studio Tommaseo, dove Regina si offre al dialogo con il pubblico e con gli artisti del territorio. Giunto al termine di questo viaggio, mi resta il ricordo di un’esperienza straordinaria e della generosità di tante persone che vorrei ringraziare una ad una se vi fosse spazio per farlo. Chiudo però con un aneddoto divertente: alla richiesta di un generatore per la performance di RAVE 2014, un elettricista ci ha risposto di non avere impianti sufficientemente potenti per un certo genere di “feste”! Ne abbiamo riso per giorni…

– Giovanni Gaggia

 

 

  • invece di ridere io rifletterei sulla frase dell’elettricista… (rimando al mio post di qualche giorno fa per un ulteriore spunto) non dimenticate che anche Duchamp preferiva parlare con il venditore di formaggi piuttosto che con gli artisti

  • Ruote Telluriche

    Sicuramente l’elettricista del nord est italiano, quello che pensa, e i piccoli fatti della sua vita sarebbero molto più interessanti e rivelatori di quanto possa essere quest’artista che riesce ad essere banale pur essendo guatemalteca . Certi curatori , certe gallerie , certi artisti italiani opportunisti e depoliticizzati si sbracano di fronte a queste finte forme d’impegno più senzazionaliste che realmente focalizzate su fatti e questioni concrete. Sensazionalistiche beninteso per chi ha visto ben poco di tanta paccotagglia inutile giá proposte in tutte le salse e tutti gli effettacci possibili nelle varie Biennali dell’impegno di nicchia : meglio il Grand Guignol di Tarantino allora!

  • Tiziana Pers

    Salve, come per altri commenti precedenti mi presento: sono Tiziana Pers, e sono una delle fondatrici della RAVE Residency.
    con l’elettricista ci abbiamo parlato a lungo, e abbiamo riso insieme sull’aneddoto. e poi ha voluto sapere tutto sull’azione.
    peraltro molti dei partecipanti alla performance non avevano una preparazione specifica sul contemporaneo, eppure hanno vissuto intensamente il momento, cogliendo fino in fondo il senso del lavoro.
    a me pare che Ruote Telluriche nello specifico conosca poco o nulla del lavoro della Galindo, perché davvero non saprei immaginare un’artista più vera.
    nel mentre: io continuo a firmarmi con nome e cognome. e sono anche disponibile a fornire la mia e.mail personale.
    mi chiedo perché sia possibile che chiunque commenti con uno pseudonimo qualunque. potrei sapere i vostri nomi per favore? grazie.

    • ruote telluriche

      Mi presento: sono Ruote Telluriche e sono il fondatore
      di Un Bel Niente.
      Dunque il suo non è uno pseudonimo? Lei è quindi una persona vera?
      E pure la Galindo è vera, anzi un’artista vera?
      Che rispondere? Lei è dalla parte del dolore e della verità e mi sembrano degli argomenti molto forti :)
      Ma se le dico che mi mi sono slogato una caviglia

      e che provo un male cane penserà quindi che anch’io sono un pò artista?
      E mi dica: lei soffre?

      • Ruote Telluriche

        Propongo quindi un rave redidency per l’elettricista, quale rappresentante di una categoria sottostimata nel mondo dell’arte.
        Mi dispiace che giá molti artisti si siano occupati della causa dei barboni altrimenti avrei proposto un rave residency per un barbone.
        Per i cassintegrati non c’é problema : dato che ogniuomo é
        un artista possono sempre riciclarsi come artisti facendo opere
        dedicate al tema dei soprusi non delle banche che li hanno
        licenziati ma della dittatura di un paese scelto estraendo a sorte tra
        una ventina di paesi .

        • Ruote Telluriche

          Infine proporrei un’amplificazione sonora in grado di diffondere per il raggio di tre chilometril la voce dell’elettricista durante tutto il periodo del rave residecy, facendo attenzione a intercettarne la
          Parola nei momenti piú critici del suo lavoro: quando prende la scossa e quando si martella un dito per sbaglio .