Basel Updates: editoria d’arte quasi assente dalle fiere? Vero, ma ce n’è una dedicata: I never read

Ad Art Basel la sezione dei magazine è nella hall che ospita, fra l’altro, anche Unlimited. Uno spazio circoscritto, suddiviso in tanti loculi uno uguale all’altro, assai dimesso. E non va meglio nelle fiere collaterali: da Liste a Volta, da Scope a The solo project, le riviste e l’editoria d’arte hanno spazi quasi nulli. A […]

Ad Art Basel la sezione dei magazine è nella hall che ospita, fra l’altro, anche Unlimited. Uno spazio circoscritto, suddiviso in tanti loculi uno uguale all’altro, assai dimesso. E non va meglio nelle fiere collaterali: da Liste a Volta, da Scope a The solo project, le riviste e l’editoria d’arte hanno spazi quasi nulli. A risollevare il morale di chi si occupa – per passione, collezionismo o professione – di editoria specializzata ci pensa la terza edizione di I never read, evento organizzato da Johannes Willi, Eveline Wüthrich e Thomas Keller, e che raccoglie alcune decine di stand occupati da editori piccoli e micro (per intenderci: il più grande è probabilmente JRP|Ringier).
Tutti a condividere lunghi tavoli in legno montati su cavalletti, in un allestimento easy e funzionale, oltre che economico ed ecosostenibile. Grande disponibilità da parte degli espositori a raccontare i propri prodotti (semi)artigianali, buona musica, clima professionale e rilassato. È il contesto è assai piacevole, poiché siamo nella Volkshaus, la Casa del Popolo. Certo, i soldi veri sono quelli che circolano in Messeplatz, ma un giro da queste parti merita davvero farlo. E sostenere almeno alcuni di questi eroi dell’editoria non è un gesto caritatevole, poiché il livello qualitativo – nella sua specificità – ha poco o nulla da invidiare alla main fair.

– Marco Enrico Giacomelli

http://www.ineverread.com/

 

 

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.