Basel Updates: ecco le immagini della sezione “open air” Art Parcours. Da Ryan Gander a Chris Burden, luci e ombre nella passeggiata nell’arte

Torna nelle strade, nei cortili, nei palazzi, nelle vetrine e addirittura nei centri commerciali dello storico quartiere lungo il Reno Art Parcours, la sezione di Art Basel che da cinque anni a questa parte porta opere, installazioni, performance e azioni nel cuore di Basilea costringendo collezionisti, curatori e art lovers ad una passeggiata in città. […]

Torna nelle strade, nei cortili, nei palazzi, nelle vetrine e addirittura nei centri commerciali dello storico quartiere lungo il Reno Art Parcours, la sezione di Art Basel che da cinque anni a questa parte porta opere, installazioni, performance e azioni nel cuore di Basilea costringendo collezionisti, curatori e art lovers ad una passeggiata in città. Livello medio della quindicina di proposte? Poco esaltante. Pochi artisti sono riusciti a centrare il punto di un’arte che si cali davvero nella trama urbana. E spesso si è trattato di giustapposizioni banali: opere portate dentro a un palazzo, a un ristorante, a un circolo culturale, quando sarebbero tranquillamente potute stare in stand.
Così non è stato per alcune eccezioni, come le proposte diffuse in tutto il quartiere di Seth Price (brani musicali composti dall’artista e poi riprodotti in alcuni negozi del quartiere), Ryan Gander (finti cartelloni pubblicitari che alludono al problema dei tagli all’educazione nel Regno Unito) e soprattutto Pierre Bismuth, che ha orchestrato una serie di micro-performance nel quartiere a intervalli regolari, performance annunciate e asciuttamente spiegate da puntuali descrizioni poste sui muri dell’area. Buona anche la proposta (sempre performativa, ma d’altronde quest’anno Art Basel guarda molto all’azione e all’arte agita) dell’italiano Francesco Arena, che fa percorrere a dei performer la distanza che separa Basilea a Torino facendo riferimento a Nietzsche, e le finte panchine nel parco di una chiesa di Chris Burden. Molto suggestivo, benché rappresentato una sola volta, il concerto per orchestra di Guido van der Werve. Ed ecco qualche foto della sezione, curata quest’anno per la seconda volta da Florence Derieux…

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