Artisti o fumettisti pop? Per Dylan Dog a Torino hanno disegnato dal vivo Bruno Brindisi e Fabio Civitelli. Uno, autore storico dell’indagatore dell’incubo, l’altro, anima di Tex Willer: ecco immagini e video

È bello e strano vedere disegnare dentro una galleria d’arte. Se però quella galleria è dedicata al fumetto la cosa non è più tanto insolita. Da ART&Co.MIX, lo spazio espositivo della fumetteria Little Nemo di Torino c’erano Bruno Brindisi e Fabio Civitelli, l’altra sera, a riprodurre per i propri affezionati lettori, le fattezze del mitico […]

È bello e strano vedere disegnare dentro una galleria d’arte. Se però quella galleria è dedicata al fumetto la cosa non è più tanto insolita. Da ART&Co.MIX, lo spazio espositivo della fumetteria Little Nemo di Torino c’erano Bruno Brindisi e Fabio Civitelli, l’altra sera, a riprodurre per i propri affezionati lettori, le fattezze del mitico Dylan Dog, in occasione della mostra delle sue tavole originali, da vedere fino al 19 luglio. Brindisi, uno degli autori più rappresentativi della creatura di Tiziano Sclavi, che firma abitualmente la serie di albi di Sergio Bonelli, ha realizzato tutte le copertine, inedite, per La collezione storica a colori, ristampa della serie regolare di Dylan Dog che, tra il 2013 e il 2014, è stata distribuita nelle edicole da Repubblica/L’Espresso.

Civitelli, pilastro dello staff di disegnatori di Tex Willer, nel 2014 ha affrontato l’indagatore dell’incubo nel primo dei racconti inclusi in Dylan Dog Color Fest n.12 (aprile 2014), su soggetto e sceneggiatura di Michele Masiero: Le Radici del Male. Qui Civitelli ha fatto incontrare, nella foresta amazzonica, il detective del terrore e Mister No, il primo personaggio a fumetti della Bonelli non ambientato nel mondo del West, ma a Manaus (sede, tra l’altro, del recente e unico successo italiano ai Mondiali in Brasile). Mentre Brindisi, concentrato e indefesso, disegnava silenziosamente, col suo segno pulito e veloce, prima a matita, poi ripassata con china e pennarello nero, i volti di Groucho, lo stesso Dylan Dog e una delle donne più importanti della sua vita, l’irlandese Lillie, Civitelli alzava più spesso la testa dalle tavole per scambiare qualche battuta con gli astanti. “Noi che disegniamo fumetti non ci consideriamo artisti, ma pop, nel senso di popular”. Una definizione che non esclude necessariamente l’altra…

– Claudia Giraud

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