Sony World Photography Awards 2014: Sara Naomi Lewkowicz vince l’Iris d’Or per il miglior reportage dell’anno. Tre italiani tra i premiati

Shane è un tossicodipendente. Si riabilita, ma ci ricasca. I centri di disintossicazioni e le carceri dell’Ohio, per lui, hanno le porte girevoli. Così come il cuore di Maggie: con cui si prende e poi si lascia, in un rapporto elastico fatto di percosse e pentimenti. La loro storia di ordinaria insanabile disperazione, inferno quotidiano […]

Uno degli scatti di Sara Naomi Lewkowicz © Sara Naomi Lewkowicz USA Finalist, Contemporary Issues Professional Competition 2014_PRESS Sony World Photography Awards

Shane è un tossicodipendente. Si riabilita, ma ci ricasca. I centri di disintossicazioni e le carceri dell’Ohio, per lui, hanno le porte girevoli. Così come il cuore di Maggie: con cui si prende e poi si lascia, in un rapporto elastico fatto di percosse e pentimenti. La loro storia di ordinaria insanabile disperazione, inferno quotidiano contemporaneo, vale alla trentunenne fotografa americana Sara Naomi Lewkowicz l’Iris d’Or: arrivano nella notte i responsi dell’edizione 2014 del Sony World Photography, con la reporter che bissa il successo già ottenuto con lo stesso progetto nella sezione Stories dell’ultimo World Press Photo. A Lewkowicz un premio da 25mila dollari e la soddisfazione di aver visto il proprio lavoro primeggiare su oltre 140mila immagini in concorso nelle quattrodici diverse categorie in cui si divide quello che, per numeri e prestigio, viene annoverato tra i premi internazionali più importanti.
Tre gli allori per l’Italia: Myriam Meloni è la fotografa dell’anno nella categoria Lifestyle, grazie allo struggente lavoro che l’ha vista documentare le condizioni di vita dei bambini moldavi lasciati in patria da genitori fuggiti altrove in cerca di fortuna, cresciuti come orfani in villaggi fuori dal tempo e dalla Storia. È volata dall’altra parte del mondo, invece, Viviana Peretti: documentare i sogni e le ambizioni delle drag queen colombiane che partecipano ai concorsi di danza a Bogotà le vale il titolo di best photographer per la sezione Arts & Culture. Il miglior servizio sportivo dell’anno è invece firmato da Salvatore Di Gregorio, che ha girato le più sordide palestre dell’Asia Centrale per raccontare la pratica del kushti, equivalente locale – per antichità e violenza – del pancrazio.
Ideali medaglie meno preziose per Elisa Sturaro (seconda nell’Arts & Culture), Anna Di Prospero (seconda nei ritratti), Matteo Mezzadri (secondo nelle nature morte), Salvatore Esposito (secondo nella categoria Current Affairs) e Vinicio Drappo (terzo nella sezione People)

Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.