Sky Arte update: una mostra da cinema, a Roma, per ricordare Giulietta Masina. Nel sessantesimo anniversario dell’ultimo ciak de “La Strada”

Il ritratto forse più calzante arriva da quel numero di Topolino edito nel 1976, con i protagonisti di uno tra i film che hanno fatto la storia del cinema italiano trasfigurati in forma di personaggi disneyani. Con l’esibita levità, l’ironia e quel senso di giocosa magia che ha ammantato una parabola artistica unica e irripetibile. […]

Giulietta Masina nei panni di Gelsomina

Il ritratto forse più calzante arriva da quel numero di Topolino edito nel 1976, con i protagonisti di uno tra i film che hanno fatto la storia del cinema italiano trasfigurati in forma di personaggi disneyani. Con l’esibita levità, l’ironia e quel senso di giocosa magia che ha ammantato una parabola artistica unica e irripetibile. C’è ovviamente anche una copia di quell’albo nella mostra che al Teatro dei Dioscuri di Roma ricorda, fino al prossimo 30 maggio, la splendida Giulietta Masina: per una volta smarcata dall’ombra chiassosa del suo Federico e salutata nella sua individualità di attrice tra le più importanti che l’Italia abbia mai avuto.
L’assist per l’evento arriva dal sessantesimo anniversario dell’ultimo ciak de La Strada, scoccato proprio a Roma nel maggio del 1954; buona parte dei materiali esposti arrivano dai ricchissimi archivi fotografici del Centro Sperimentale di Cinematografia: immagini meravigliose quelle che colgono Masina al trucco, nel momento in cui assume i connotati di Gelsomina o Cabiria, oppure nelle pause sul set, insieme allo stesso  Fellini, ad Anthony Quinn, ad altri grandi protagonisti di una stagione eroica per il cinema internazionale. Testimonianze visive, memorabilia (come i due abiti Gattinoni tagliati su misura per l’attrice a fine Anni Cinquanta) e memorie documentarie vanno a braccetto: ecco i copioni, le sceneggiature, i celeberrimi bozzetti graffiati su carta da Fellini; e poi ancora lettere e appunti, fino alla mitica lettera dell’Academy che invita il regista romagnolo a Los Angeles, certificando la candidatura all’Oscar de La Strada. Destinato a ricevere nel 1956 il premio per il miglior film straniero.

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