Record per Martin Kippenberger, Richard Prince, Peter Doig alla “pre-asta” Christie’s. Partono col botto le vendite newyorkesi del contemporaneo

Sembrava dovesse essere solo una sorta di aperitivo delle grandi aste newyorkesi del contemporaneo: idea in parte confermata anche dall’ironico titolo If I Live I’ll See You Tuesday (“Se sopravvivo ci vediamo martedì”). Riferimento alle vendite principali nella Grande Mela, in programma questa sera (in Italia sarà notte fonda) e domani 14 maggio, con attese […]

Martin Kippenberger, record con Untitled del 1988

Sembrava dovesse essere solo una sorta di aperitivo delle grandi aste newyorkesi del contemporaneo: idea in parte confermata anche dall’ironico titolo If I Live I’ll See You Tuesday (“Se sopravvivo ci vediamo martedì”). Riferimento alle vendite principali nella Grande Mela, in programma questa sera (in Italia sarà notte fonda) e domani 14 maggio, con attese – come vi abbiamo anticipato – che puntano ai 500 milioni di dollari per Christie’s e Sotheby’s. E invece la prima tornata speciale, battuta da Christie’s la sera del 12 maggio, ha fatto vedere diverse scintille. Con un totale di quasi 135 milioni di dollari, un solo lotto invenduto dai 35 offerti, venti sopra il milione, otto sopra i 5 milioni e quattro sopra i 10 milioni. E soprattutto con ben 14 record d’artista.
Martello caldo fin dall’inizio, e al lotto numero 11 arriva il primo guizzo, con Nurse of Greenmeadow, di Richard Prince, che vola al record di 8,56 milioni di dollari, imitato da Sky Backdrop di Alex Israel, che supera il milione partendo da una stima di 200/300mila dollari. Ma il top lot arriva al lotto 13, con il record per il grande Martin Kippenberger che con Untitled del 1988 tocca i 18,6 milioni, polverizzando il precedente record di 6,4 milioni e raddoppiando la stima minima dopo una lotta a colpi di rilancio fra un anonimo presente in sala e un contendente al telefono. Ancora record per Dan Colen – con Boo Hoo Fuck’n, 3,07 milioni di dollari -, e per Peter Doig, che sfiora i 12 milioni con Road House, luminoso paesaggio del 1991.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.