Raffaello, Mantegna, Bellini: capolavori restaurati dell’Accademia Carrara esposti alla Gamec. Preview della mostra che a Bergamo anticipa la riapertura del museo nel 2015

Sei anni sono un’eternità: tanti ne sono passati da quando l’ultimo visitatore ha camminato per le sale della pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo, chiusa a giugno 2008 per un restauro che nelle intenzioni sarebbe dovuto durare lo spazio di ventiquattro mesi. Ma che solo oggi può dirsi in dirittura d’arrivo. La riapertura del museo non […]

Bergamo: i capolavori dell'Accademia Carrara in mostra alla Gamec

Sei anni sono un’eternità: tanti ne sono passati da quando l’ultimo visitatore ha camminato per le sale della pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo, chiusa a giugno 2008 per un restauro che nelle intenzioni sarebbe dovuto durare lo spazio di ventiquattro mesi. Ma che solo oggi può dirsi in dirittura d’arrivo. La riapertura del museo non avverrà prima del 31 marzo del prossimo anno, in ulteriore ritardo rispetto ai programmi più recenti (si parlava di maggio 2014, poi ottobre), ma è già tempo di prove tecniche di allestimento nella dirimpettaia GAMeC, ospite del progetto Riscoprire la Carrara. Ventisei i capolavori restaurati negli ultimi tempi grazie al supporto concreto dei privati – su tutti il Rotary Club Bergamo Sud – e collocati fino alla fine di luglio nella galleria diretta da Giacinto Di Pietrantonio; un percorso espositivo che parte dal Rinascimento e si spinge fino all’Ottocento, trovando nell’incontro ravvicinato tra sette opere della collezione e altrettanti prestiti eccellenti inedite suggestioni. Bergamo non risparmia i pezzi forti, anzi: ecco Pinturicchio e Moroni, Bellini, Mantegna e Boltraffio; ed ecco il San Sebastiano di Raffaello dialogare con il Cristo benedicente dell’urbinate oggi alla Tosio Martinengo di Brescia.
“In questi anni la Carrara è stata aperta per restauro” commenta in sede di presentazione l’assessore alla cultura di Bergamo Claudia Sartirani, riprendendo una battuta che a suo tempo pare abbia creato malumori in una città che pone anche il tema del futuro del museo tra i punti caldi di una campagna elettorale (si vota il 25 maggio per il rinnovo della giunta) entrata nel vivo. Sartirani snocciola i numeri da globe trotter di una collezione che, a fronte del protrarsi della chiusura della sua sede naturale, ha girato e gira non poco. Oltre dieci le mostre all’estero che negli ultimi anni hanno coinvolto i capolavori della Carrara, 58 dei quali sono ad oggi al Puškin (che ha contribuito ai lavori di restauro delle opere con 300mila euro); un centinaio i pezzi in esposizione temporanea, da anni ormai, nel Palazzo della Ragione in Città Alta. Per una frammentazione destinata, al netto di ulteriori ritardi, ad essere presto ricondotta a unità.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.