Lo scultore, l’architetto, il fotografo. Sono Lord Norman Foster e Hiroshi Sugimoto i vincitori a New York della prima edizione dell’Isamu Noguchi Award

Un premio che riconosce “personaggi che condividono l’impegno dell’artista giapponese-americano per l’innovazione, la coscienza globale e l’interscambio giapponese/americano“. Così l’ambasciatore del Giappone presso le Nazioni Unite, presenta l’Isamu Noguchi Award, premio assegnato dal museo newyorkese dedicato al grande scultore scomparso nel 1988, che alla sua prima edizione ha incoronato il grande architetto inglese Lord Norman […]

Un premio che riconosce “personaggi che condividono l’impegno dell’artista giapponese-americano per l’innovazione, la coscienza globale e l’interscambio giapponese/americano“. Così l’ambasciatore del Giappone presso le Nazioni Unite, presenta l’Isamu Noguchi Award, premio assegnato dal museo newyorkese dedicato al grande scultore scomparso nel 1988, che alla sua prima edizione ha incoronato il grande architetto inglese Lord Norman Foster e il fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto.
Due creativi “il cui lavoro crediamo abbia illustrato principi simili a quelli che hanno ispirato Noguchi”, ha dichiarato la direttrice del Noguchi Museum Jenny Dixon, “il premio è stato ideato proprio per valorizzare il dialogo con la profonda eredità di Noguchi nella direzione dell’innovazione“. Inutile stare qui a ricordare le tante realizzazioni che hanno fatto di Norman Foster uno degli architetti viventi più importanti: basterà citare il dato di oltre 650 premi e le oltre cento competizioni internazionali vinte, lui e il suo studio.
Anche Hiroshi Sugimoto non necessita di grandi presentazioni: chi sarà a Venezia per l’opening della XIV Biennale d’Architettura avrà comunque modo di conoscerlo meglio, con la personale che gli dedicherà la Fondazione Bevilacqua La Masa negli spazi di Palazzetto Tito, e con la sua prima opera architettonica, realizzata con la Fondazione Cini per Le Stanze del Vetro sull’Isola di San Giorgio Maggiore.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.