L’Ermitage di San Pietroburgo ha una nuova sede a Venezia. A Piazza San Marco un centro studi sull’arte italiana del museo russo e un polo d’eccellenza per la ricerca storico-artistica

Parola d’ordine: internazionalizzazione. Per questo Venezia si prepara ad accogliere – in piazza San Marco, nelle Procuratie vecchie – la sede italiana del museo Ermitage di San Pietroburgo. Non sarà uno spazio espositivo – ci tengono a sottolineare Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, e Michail Piotrovsky, direttore generale dell’Ermitage -, bensì un centro di studi […]

Parola d’ordine: internazionalizzazione. Per questo Venezia si prepara ad accogliere – in piazza San Marco, nelle Procuratie vecchie – la sede italiana del museo Ermitage di San Pietroburgo. Non sarà uno spazio espositivo – ci tengono a sottolineare Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, e Michail Piotrovsky, direttore generale dell’Ermitage -, bensì un centro di studi e ricerche sull’arte italiana e sui rapporti artistici e culturali tra Russia e Italia. Una collaborazione tra due importantissimi poli culturali nel mondo che, oltre alla pubblicazione di cataloghi ad hoc, darà la possibilità a dieci studiosi di usufruire di particolari borse di studio per approfondire gli studi sull’arte italiana all’Ermitage.
Il tutto con la benedizione del ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini. La prima riunione del comitato scientifico (di cui fa parte anche Gabriella Belli, direttrice dei MuVe) italo-russo è servita per tracciare le linee guida e i progetti futuri; primo fra tutti la pubblicazione del volume dedicato alla scultura italiana del XVII e XVIII secolo: 316 opere che saranno catalogate – Da Bernini a Canova – a cura di Sergej Androsov.

– Paolo Marella

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.