Jazz, videoarte e vino: aperitivo intrigante al Museo Interattivo del Cinema di Milano, per quattro domeniche alla scoperta dei talenti emergenti

È il momento più duro della settimana, specie ora che la bella stagione incombe prepotente. Quando la domenica si avvia alla sua naturale conclusione, sul far della sera, con le ombre che si allungano e presagiscono una ripresa sempre più svogliata della routine, rinfrancata solo dal miraggio – ahinoi ancora lontanissimo! – delle ferie. La […]

Fabrizio Bellomo

È il momento più duro della settimana, specie ora che la bella stagione incombe prepotente. Quando la domenica si avvia alla sua naturale conclusione, sul far della sera, con le ombre che si allungano e presagiscono una ripresa sempre più svogliata della routine, rinfrancata solo dal miraggio – ahinoi ancora lontanissimo! – delle ferie. La Fondazione Cineteca Italiana opera un esorcismo per prolungare l’effetto week-end con Belle Speranze, programma di quattro incontri domenicali in scena dal prossimo 4 maggio, per un mese, negli spazi del Museo Interattivo del Cinema di Milano. L’orario è quello canonico dell’aperitivo, le 19, va da sé dunque che si brindi con le gustosità di Vinario 11, spaccio di edonismi enologici in quel del quartiere Isola; ma il piatto forte non sono formaggi o salumi. In scena l’incontro tra promesse del jazz e giovani firme della videoarte italiana, queste ultime selezionate da Angela Madesani, nel segno di un gioioso percorso dedicato a icone del fumetto. Concerto, proiezione, brindisi: tris perfetto che si apre nel nome di Mickey Mouse con la performance del Giro Vàgo Trio e con la presentazione di Abtoga #1, con cui il veneto Alessandro Sambini ragiona sulla costruzione della memoria mescolando ai video ufficiali dell’inaugurazione a Dubai della torre più alta del mondo quelli caricati su youtube dall’uomo della strada. Nel cortocircuito tra intimo e pubblico.
L’11 maggio è Betty Boop il nume tutelare della liaison tra le musiche del Giovanni Agosti Trio e le cronache dall’Egitto del dopo Piazza Tahir presentate nel Kushari di Saverio Pesapane; Felix The Cat invita il 19 a scoprire l’ethno-jazz della Bublitschki Band, apripista all’esperimento con cui Fabrizio Bellomo ha raccontato la socialità degli ambulanti che vivono e lavorano nella sua Bari. Si chiude nel nome di Nick Carter, il 25 maggio, con l’ensemble Dugong e The Third Chimpanzee, ultimo lavoro del duo The Cool Couple. Anche loro, come altri tra i giovani artisti protagonisti della rassegna, già intercettati e debitamente intervistati nella rubrica di fotografia che trovate sul nostro magazine e qui: http://bit.ly/thecoolcouple

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.