Il Grande Nord arriva a Roma. Arte estone e finlandese delle ultime generazioni in mostra al Macro Testaccio: ecco le immagini dell’opening

La premessa è ottima: un focus su un oggetto ben individuato e delimitato, sul quale “dire” qualcosa di utile, qualcosa che ne ampli la nozione anche presso un pubblico allargato. Non la solita mostra collettiva che spesso riflette più il pensiero del curatore che quello degli artisti chiamati a sostanziarlo. In questo caso il fucus […]

La premessa è ottima: un focus su un oggetto ben individuato e delimitato, sul quale “dire” qualcosa di utile, qualcosa che ne ampli la nozione anche presso un pubblico allargato. Non la solita mostra collettiva che spesso riflette più il pensiero del curatore che quello degli artisti chiamati a sostanziarlo. In questo caso il fucus si concentra sulle ultime generazioni dell’arte estone e finlandese: con una ventina di artisti accomunati da una profonda riflessione sul tema dell’identità. Tutto questo è Shifting Identities, la mostra curata a Roma da Ludovico Pratesi e sostenuta dalla Väinö Tanner Foundation negli spazi del Macro Testaccio: “punti di vista simili e complementari, condizionati da vicinanze etniche e linguistiche, e soprattutto da una storia a tratti comune che ha visto le due nazioni sottostare, seppure con diverse modalità, all’influenza dell’ex Unione Sovietica, con conseguente necessità di riaffermare e ridefinire le rispettive identità nazionali particolarmente sentita in Estonia, assoggettata a cinquant’anni di occupazione”. Il risultato? In alcuni casi positivo, come per le grandi installazioni di Anna Rokka e di Pia Sirén, o per il trittico fotografico di Nelli Palomäki; in altri casi il progetto sconta un certo scollamento fra location e opere selezionate, spesso di piccole dimensioni per i grandi spazi dell’ex mattatoio, tanto da sfiorare l’”effetto francobollo”. Il resto lo lasciamo giudicare a voi, per vederla c’è tempo fino al 14 settembre, e nella fotogallery trovate qualcosa su cui farvi già un’idea…

www.museomacro.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.