“Germano Celant guadagna 750mila euro con l’Expo2015? Io lavorerò gratis”. Vittorio Sgarbi nominato da Maroni Commissario della Lombardia per le Belle Arti

“Un patrimonio a molti ancora sconosciuto, che nulla ha a che fare con i padiglioni ‘culturali’ di effimera e insolente bruttezza come Expo Gate e i suoi ‘caselli’”. Tale è il patrimonio artistico di Milano a giudizio di Vittorio Sgarbi, una ricchezza, “da Leonardo a Tiepolo, degna di una esposizione universale”. Ancora a parlare di […]

Vittorio Sgarbi e Roberto Maroni

Un patrimonio a molti ancora sconosciuto, che nulla ha a che fare con i padiglioni ‘culturali’ di effimera e insolente bruttezza come Expo Gate e i suoi ‘caselli’”. Tale è il patrimonio artistico di Milano a giudizio di Vittorio Sgarbi, una ricchezza, “da Leonardo a Tiepolo, degna di una esposizione universale”. Ancora a parlare di Expo? E che c’entra adesso Sgarbi? C’entra, perché vi pare che lo Sgarbone potesse restare fuori dal tema caldo – e foriero di polemiche – del momento?
E infatti oggi è arrivata la notizia: Roberto Maroni lo ha nominato “Ambasciatore Commissario della Regione Lombardia per le Belle Arti all’Expo 2015”. Dalle prime, scarne, comunicazioni, non sono chiari i contorni dell’incarico: ma si riescono già ad intuire le prese di distanza dallo status quo. Prese di distanza che partono dal quadro economico: visto che il critico ferrarese si affretta a precisare che, “nel momento in cui salta fuori che Germano Celant percepirà un compenso di 750mila euro per una mostra”, così recita il comunicato, lui ha accettato l’incarico a titolo gratuito.
E un primo progetto milanese viene già annunciato: “una importante iniziativa all’interno del Padiglione Eataly di Oscar Farinetti; una mostra che racconterà, per ogni regione, le eccellenze enogastronomiche e i tesori d’arte”.

  • giorgio bonomi

    Gratis? Mi piacerebbe sapere però a quanto ammonta lo stanziamento per i rimborsi spese, infatti per la sua attività Sgarbi, critico che conosce assai poco la contemporaneità ma è amato tanto a destra quanto a sinistra (anche quella estremizzante), riceverà i rimborsi delle spese per viaggi, alberghi, pranzi, cene, colazioni, o no? Un po’ come avvenne per la Melandri che il primo anno di presidenza disse di rinunciare al compenso. Insomma, tra Celant, detto anche amichevolmente, mister miliardo, e Sgarbi, Milano e la Lombardia non sono messe tanto bene, e anche l’Italia non gode proprio di buona salute.
    Che il signor Antonov ci risparmi il suo commento e abbia, se non il coraggio, almeno il buon garbo di firmarsi con il suo vero nome.