Flavia Barca verso l’addio alla Cultura? Dopo le elezioni europee ci sarebbe il rimpasto della giunta Marino: e l’assessore lascerebbe il posto a Giovanna Marinelli

Il fronte l’ha aperto ieri l’edizione romana di un grande quotidiano: “il rimpasto della giunta Marino si farà”. Oggi un altro quotidiano ha ribadito il concetto. Quando? Subito dopo le Europee, e comunque entro metà giugno. E via con la solita ridda di indiscrezioni, con nomi ipotizzati e spostamenti di caselle abbozzati. Poi però noi di […]

Flavia Barca

Il fronte l’ha aperto ieri l’edizione romana di un grande quotidiano: “il rimpasto della giunta Marino si farà”. Oggi un altro quotidiano ha ribadito il concetto. Quando? Subito dopo le Europee, e comunque entro metà giugno. E via con la solita ridda di indiscrezioni, con nomi ipotizzati e spostamenti di caselle abbozzati. Poi però noi di Artribune ci siamo mossi, e dalle parole di importanti funzionari comunali abbiamo avuto conferme che trasformano quelle indiscrezioni quasi in certezze.
Perché la cosa pare riguardarci anche da vicino? Perché a fare le valigie, assieme Rita Cutini (Sociale), pare sarà anche Flavia Barca, il dibattutissimo assessore alla cultura distintosi per l’indecisionismo su moltissime questioni, e lei stessa – ci sentiamo di dire – mai troppo a suo agio nell’impegnativo ruolo. Insomma, non sappiamo ancora se per colpa sua o per demeriti di una amministrazione che eufemisticamente definiremo deludente, il peggiore assessore alla cultura degli ultimi anni. A prenderne il posto potrebbe essere un’altra donna, Giovanna Marinelli, storico braccio destro dell’assessore Borgna, anzi – come qualcuno sussurra – il vero assessore di quell’epoca, almeno dal punto di vista operativo. Una donna che conosce alla perfezione la macchina amministrativa, che potrebbe garantire a Marino almeno una gestione virtuosa dell’esistente.
E, si auspica, una visione ponderata di problematiche che travalicano il livello cittadino, come – per esempio, la sorte del Macro. Ma una persona di apparato, una donna dura e concreta, una figura affidabile e interna è in questa fase di fragorosa crisi culturale della città sufficiente a risollevare le sorti di una Roma anestetizzata conferendo il necessario shock? Un po’ ne dubitiamo, felici di sbagliarci…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.