Ecco come sarà la Giuria internazionale della Biennale di Venezia Architettura. Rem Koolhaas colpisce ancora: scelte eclettiche, un solo architetto fra i giudici

Continua sulla linea del politically correct la serie di scelte, accurate e mirate, che Rem Koolhaas sta portando avanti nella sua Biennale di Architettura numero 14. È stata da poco nominata, su sua insindacabile proposta, la lista dei giurati che assegneranno i Leoni veneziani. Già nella scelta del premio alla carriera – dato all’ottantasettenne (non) […]

Rem Koolhaas – Foto G. Zucchiatti - Courtesy La Biennale di Venezia
Rem Koolhaas – Foto G. Zucchiatti - Courtesy La Biennale di Venezia

Continua sulla linea del politically correct la serie di scelte, accurate e mirate, che Rem Koolhaas sta portando avanti nella sua Biennale di Architettura numero 14. È stata da poco nominata, su sua insindacabile proposta, la lista dei giurati che assegneranno i Leoni veneziani. Già nella scelta del premio alla carriera – dato all’ottantasettenne (non) architetto Phyllis Barbara Lambert – Koolhaas aveva fatto capire che la sua sarebbe stata una Biennale diversa dalle altre viste finora. Nessun compromesso. Banditi dalla mostra e dai ruoli di rilievo i suoi colleghi archi-star per seguire una linea ben precisa, fatta di di scelte raffinate e inattaccabili, dichiaratamente fuori dell’establishment. Politically correct, appunto, ma con un tocco di snobismo.
Anche nella giuria non ci sono nomi noti. Chi in Italia conosce Kunlé Adeyemi, “riconosciuto architetto con esperienze in India, Corea, Africa e Europa”? Classe ’76, nigeriano di nascita, olandese di adozione, ha collaborato per molti anni con OMA, lo studio di Koolhaas, occupandosi, tra le altre cose, del Prada Transformer, edificio-scultura realizzato nel 2009 a Seul. Oltre a lui – l’unico architetto puro in giuria – c’è anche la documentarista olandese con “consolidato interesse per l’architetturaBregtje van der Haak, il direttore artistico del Maxxi Hou Hanru, la fondatrice di un’agenzia di consulenza strategica in Medio Oriente Mitra Khoubrou – che con Koolhaas aveva co-curato la pubblicazione Al Manakh – e l’(unico) italiano Francesco Bandarin, vice Direttore Generale per la Cultura dell’Unesco. Saranno loro ad assegnare il Leone d’oro e d’argento ai miglior padiglioni nazionali, e quello al miglior progetto di ricerca della sezione Monditalia. Impossibile prevedere i risultati di una così variegata giuria. Premiazione, fissata al 7 giugno alle 11 ai Giardini della Biennale.

Zaira Magliozzi

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Zaira Magliozzi
Architetto, architecture editor e critico. Dalla sua nascita, fino a Marzo 2015, è stata responsabile della sezione Architettura di Artribune. Managing editor del magazine di design e architettura Livingroome. Corrispondente italiana per la rivista europea di architettura A10. Dal 2006 cura la rubrica “Corrispondenze” nella rivista presS/Tletter. Pr e project manager di progetti dedicati alla comunicazione del design e dell’architettura per l’agenzia di comunicazione SignDesign. Ha scritto per The Architectural Review, L’Arca, Il Giornale dell’Architettura, Il Gambero Rosso, Compasses, Ulisse e Quaderno di Comunicazione. Membro del Consiglio direttivo di IN/ARCH Lazio. Dal 2009 fa parte del laboratorio presS/Tfactory, legato all’AIAC - Associazione Italiana di Architettura e Critica - per l’organizzazione di eventi, workshop, concorsi, corsi, mostre e altre iniziative culturali legate al mondo dell’architettura.