Dopo L’Aquila tocca a Mirandola: Tomaso Montanari porta in Emilia il suo format per una giornata di riflessione sul patrimonio culturale

L’anno passato scelse come data il 5 maggio, che nel richiamo involontario agli anni patiti tra i banchi di scuola trova nell’Ei fu l’epigrafe forse più felice per inquadrare l’oggetto della sua riflessione. Oggi l’appuntamento lanciato da Tomaso Montanari cade domenica 4 maggio, il luogo non è più L’Aquila ma un altro punto iconico sulla […]

Il Duomo di Mirandola dopo il terremoto

L’anno passato scelse come data il 5 maggio, che nel richiamo involontario agli anni patiti tra i banchi di scuola trova nell’Ei fu l’epigrafe forse più felice per inquadrare l’oggetto della sua riflessione. Oggi l’appuntamento lanciato da Tomaso Montanari cade domenica 4 maggio, il luogo non è più L’Aquila ma un altro punto iconico sulla mappa delle tragedie italiane: Mirandola, dove va in scena il secondo appuntamento di quello che assomiglia ormai a un vero e proprio format. Una giornata di incontri e confronti, pensieri e parole sul tema del futuro del patrimonio culturale, tra memoria del passato e incognite future; un panel di discussione organizzato dalla sezione emiliana di Italia Nostra e che trova il sostegno e la partecipazione di un grosso pacchetto di associazioni, dal FAI a patrimonio sos. Già schedulati, oltre a quello dello stesso Montanari, gli interventi di Salvatore Settis e Andrea Emiliani, Vincenzo Vandelli e Marina Foschi; ci sarà anche l’ex ministro Massimo Bray, mentre nulla ancora si sa in merito alla possibile apparizione di Dario Franceschini. Il taglio dei contributi risponde al Com’era dov’era che dà il titolo l’intero programma: la visita guidata al cuore ferito della città, che porta ancora ben evidenti i segni del terremoto scatenatosi due anni fa, è propedeutica ad affrontare la delicata questione dei metodi e delle strategie per la ricostruzione. Con l’evento assunto a grido di battaglia in favore di interventi filologici, nel solco del ripristino puntuale dell’esistente; e con il l’iniziativa che diventa cassa di risonanza per lanciare al Governo un monito contro il promesso riordino delle soprintendenze. Che Montanari considera in realtà “una pesante campagna di delegittimazione del ruolo” delle soprintendenze stesse.   

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.