Diana Baldon è il nuovo direttore della Malmö Konsthall. La classe curatoriale italiana mid-career continua a raccogliere successi: ma ancora oltreconfine

“I suoi profondi rapporti con gli ambienti accademici, la sua attenzione alla qualità e alla sperimentazione, la sua ampia rete professionale e tutte le prestigiose attività curatoriali ed educative compiute prima di questo incarico sono impressionanti“. Così Elisabeth Lundgren, direttrice del Dipartimento di cultura di Malmö, parla della critica padovana Diana Baldon (1974), annunciando la […]

Diana Baldon (courtesy Malmö Konsthall e Johan Bävman)
Diana Baldon (courtesy Malmö Konsthall e Johan Bävman)

I suoi profondi rapporti con gli ambienti accademici, la sua attenzione alla qualità e alla sperimentazione, la sua ampia rete professionale e tutte le prestigiose attività curatoriali ed educative compiute prima di questo incarico sono impressionanti“. Così Elisabeth Lundgren, direttrice del Dipartimento di cultura di Malmö, parla della critica padovana Diana Baldon (1974), annunciando la sua nomina a nuovo direttore della Malmö Konsthall: solo l’ultimo dei successi di una classe curatoriale italiana di mid-career che continua a raccogliere successi oltreconfine (gli esempi ormai sono ben noti, è inutile stare a ricordarli), ma che pare sempre più faticare a trovare terreni fertili in patria.
La scelta dell’italiana arriva al termine di una lunga e accurata selezione, che ha coinvolto candidati “altamente qualificati” sia svedesi che internazionali: entrerà in carica da subito, dal 2 giugno, sostituendo Jacob Fabricius, direttore dal 2008 al 2013. Un museo pienamente inserito nelle dinamiche europee sui più alti livelli, la Malmö Konsthall: inaugurata nel 1975 su progetto dell’architetto Klas Anshelm, da allora ha accumulato un carnet che vede monografiche di Edvard Munch, Max Ernst, Le Corbusier, Francisco Goya, Paul Klee, ed ospitando comunque artisti del calibro di Robert Morris, Barbara Kruger, Cindy Sherman, Louise Bourgeois, Olafur Eliasson, Claes Oldenburg.
Diana Baldon si presenta all’importante incarico forte di un invidiabile curriculum: dal 2011 guida a Stoccolma Index – The Swedish Contemporary Art Foundation, che ha all’attivo prime mostre personali in Scandinavia di diversi artisti, sia rinomati che emergenti. In precedenza ha lavorato come Curator-in-Residence all’Academy of Fine Arts di Vienna; dopo il Master in Creative Curating al Goldsmiths College di Londra nel 2002, ha curato mostre per istituzioni e biennali come Generali Foundation (2012), Biennale di Atene (2009), Moscow Biennale (2007), collaborando a riviste internazionali come Artforum, Texte zur Kunst e Afterall.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.