Come la Cultura aiuta lo sviluppo economico di una regione? Le risposte dalla ricerca del sociologo Domenico De Masi, presentate a Caserta nell’ambito del Forum Universale delle Culture

Quanto e come la Cultura può incidere sullo sviluppo economico di una regione? Questione sempre attuale ed aperta, ora affrontata con organicità scientifica dalla ricerca Campania 2020, Cultura e sviluppo diretta dal professor Domenico De Masi. Uno studio focalizzato sulla regione che ospita Forum Universale delle Culture, nel cui ambito viene presentata domani 13 maggio […]

Domenico De Masi

Quanto e come la Cultura può incidere sullo sviluppo economico di una regione? Questione sempre attuale ed aperta, ora affrontata con organicità scientifica dalla ricerca Campania 2020, Cultura e sviluppo diretta dal professor Domenico De Masi. Uno studio focalizzato sulla regione che ospita Forum Universale delle Culture, nel cui ambito viene presentata domani 13 maggio al Belvedere di San Leucio, ma che potrà facilmente diventare un modello anche per le altre regioni.
Si parte dall’indispensabile precisa informazione sullo stato attuale dell’arte, sulle strutture culturali: sette le università operanti in Campania, 25 i teatri, 87 i cinema (di cui 65 a Napoli e provincia), 213 i musei, 133 le biblioteche, 124 le case editrici, 43 i festival (di cui 19 a Napoli e provincia, 9 a Salerno e provincia,7 a Benevento e provincia). Poi qualche dato elaborato: la Campania è tra le venti regioni più visitate d’Europa e quinta in Italia dopo Toscana, Lazio, Lombardia e Veneto; metà del flusso turistico riguarda Napoli e la sua provincia; le presenze totali annue sono 18.722.986, fra italiani – 59,4% – e stranieri, il 40,6%. Permanenza media 4,18 giorni, primi tre mercati di provenienza: USA, Gran Bretagna, Germania.
Da qui l’analisi, con possibili sviluppi. “Gli antropologi distinguono, nell’ambito della cultura, tre settori: la cultura ideale, costituita dalle idee, i linguaggi, le espressioni immateriali; la cultura materiale, costituita dalle opere concrete: manufatti, territorio, città; la cultura sociale, costituita da usi, costumi, ricorrenze, feste, fattori conflittuali, fattori solidali”. Gli sviluppi passano attraverso precise tappe, individuate in primis nell’individuazione del genius loci, seguita dalla previsione precisa dell’evoluzione del rapporto tra cultura e sviluppo nei prossimi anni, nell’elaborazione di un piano di intervento concreto, nella costruzione di un piano di marketing, nella costruzione del piano industriale dell’operazione. Temi che quanto prima Artribune approfondirà con un’intervista al professor De Masi: intanto appuntamento a Caserta, per una giornata di forum che vedrà l’intervento di studiosi, politici, docenti universitari, operatori culturali di fama mondiale, da Cesare de Seta a Derrick De Kerchove.

Il programma completo del Forum

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.