Cannes Updates: pensavate di fare un salto sulla Croisette? Attenzione, mai festival fu più gerarchico ed elitario. Breve guida alla giungla dei badge

Se a qualcuno fosse venuta la bislacca idea di fare una puntatina al Festival di Cannes, pensando di vedere qualche film, capirebbe presto che avere un biglietto non è così semplice. Cannes è infatti un festival per gli addetti ai lavori: senza badge o inviti è impossibile accedere alle sale. Già lo scorso anno avevamo […]

Cannes 2014 - Artribune badge

Se a qualcuno fosse venuta la bislacca idea di fare una puntatina al Festival di Cannes, pensando di vedere qualche film, capirebbe presto che avere un biglietto non è così semplice. Cannes è infatti un festival per gli addetti ai lavori: senza badge o inviti è impossibile accedere alle sale. Già lo scorso anno avevamo mostrato l’usanza dei cosiddetti “cinephiles” di appostarsi di fronte alle uscite principali per ottenere un pass di qualsiasi natura. Adesso vi diamo una panoramica approfondita di come funziona il meccanismo perverso che regola l’ingresso in sala.
Esistono diversi tipi di accredito che vanno per colore e ordine d’importanza. Dunque a colpo d’occhio si scopre a quale grado della scala gerarchica appartiene il possessore. In fondo a tutti ci sono i bianchi senza timbro, cioè, per l’appunto, i cinephiles. Con questi accrediti culturali si può fare poco e niente e soprattutto si devono affrontare lunghe file sotto sole cocente, pioggia o vento, senza la garanzia di riuscire a vedere qualcosa. Gli accrediti stampa cominciano col colore arancione, con cui per miracolo si riescono a vedere i film delle sezioni collaterali e molto difficilmente quelli del concorso. Di poco più in alto ci sono gli accrediti gialli, che danno qualche millesimale chance in più. Col badge blu si riesce ad entrare a quasi tutte le proiezioni, ma l’ingresso è subordinato all’orario di arrivo e ad un fila lunga ed estenuante. Quando le cose cominciano a farsi serie, un giornalista è promosso allo stadio rosa, molto pericoloso perché tanto è difficile ottenerlo, quanto è facile essere declassati l’anno successivo. I vantaggi? Si entra sempre, non c’è da aspettare e si possono seguire le conferenze stampa.

Cannes - tutti i badge
Cannes – tutti i badge

A seguire ci sono i “rosa pastigliati” e qui stiamo già parlando di personalità di spicco della stampa internazionale che hanno molta più facilità di ottenere interviste coi talent e possono far parte di qualche giuria di sezione. Nell’Olimpo ci sono i badge bianchi e sono pochissimi a possederlo. Appartengono a quella casta di giornalisti che hanno avuto lunghissime relazioni col Festival, curando dettagliatamente anno dopo anno le recensioni dei film e degli eventi. Sono tutti coloro che scrivono o rappresentano le testate istituzionali, i quotidiani storici e le televisioni importanti. Esistono poi accrediti neri per l’industria e per il mercato ed anche quelli sono soggetti a scale gerarchiche. I tecnici possono avere accrediti di altro colore: i cameramen, per esempio, ne hanno uno verde, ma non possono entrare a nessuna proiezione.
E in ultimo, troviamo gli inviti. Questi vanno ai personaggi di spicco della politica nazionale ed internazionale e ad ospiti speciali invitati per ragioni di pubbliche relazioni.
Se proprio nessuna delle categorie sopra citate dovesse fare al caso vostro vi resta sempre la possibilità di prendere un cartello e scriverci su “Invitation Please!”. Non si sa che cosa possa capitare, ma difficilmente si resta a mani vuote.

Federica Polidoro 

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Federica Polidoro
Federica Polidoro si laurea in Studi Teorici Storici e Critici sul Cinema e gli Audiovisivi all'Università Roma Tre. Ha diretto per tre anni il Roma Tre Film Festival al Teatro Palladium, selezionando opere provenienti da quattro continenti, coinvolgendo Istituti di Cultura come quello Giapponese e soggiornando a New York per la ricerca di giovani talent sia nel circuito off, che nell'ambito dello studentato NYU Tisch, SVA e NYFA. Ha girato alcuni brevi film di finzione, premiati in festival e concorsi nazionali. Ha firmato la regia di spot, sigle e film di montaggio per festival, mostre, canali televisivi privati e circuiti indipendenti. Sta lavorando ad un videoprogetto editoriale per la casa editrice koreana Chobang. È giornalista pubblicista e negli anni ha collaborato con quotidiani nazionali, magazine e web media come Il Tempo, Inside Art e Il Faro. Ha seguito da corrispondente i principali eventi cinematografici dell'agenda internazionale tra cui Cannes, Venezia, Toronto, Taormina e Roma e i maggiori avvenimenti relativi all'arte contemporanea della Capitale. Attualmente insegna Tecniche di Montaggio all'Accademia di Belle Arti.