Apre al pubblico a Venezia Palazzo Cini a San Vio. Un pied-à-terre culturale ed espositivo a Dorsoduro per la fondazione con sede sull’Isola di San Giorgio: ecco le prime immagini

La Fondazione Cini sbarca sulla terraferma. Almeno per quanto così si può definire il sestiere veneziano di Dorsoduro, che certamente lo è rispetto all’Isola di San Giorgio, sede storica della fondazione. In occasione dei sessant’anni dell’Istituto di Storia dell’Arte della Cini, gli spazi a disposizione dell’importante istituzione si arricchiscono infatti di Palazzo Cini a San […]

La Fondazione Cini sbarca sulla terraferma. Almeno per quanto così si può definire il sestiere veneziano di Dorsoduro, che certamente lo è rispetto all’Isola di San Giorgio, sede storica della fondazione. In occasione dei sessant’anni dell’Istituto di Storia dell’Arte della Cini, gli spazi a disposizione dell’importante istituzione si arricchiscono infatti di Palazzo Cini a San Vio, che apre al pubblico domani 24 maggio in Campo San Vio. Un “luogo straordinario, nascosto in evidenza”, come lo ha definito il direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Luca Massimo Barbero, situato tra le Gallerie dell’Accademia, la Collezione Peggy Guggenheim e Punta della Dogana.
E il debutto è segnato dalla bellissima mostra Capolavori toscani e ferraresi dalla collezione di Vittorio Cini: opere di Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi, Piero di Cosimo e Dosso Dossi, visibili fino a novembre in partnership con Assicurazioni Generali. “Ospite” illustre per l’apertura, il capolavoro di Bronzino Ritratto di giovane con liuto, proveniente dalla Galleria degli Uffizi. Per il futuro il palazzo un tempo dimora di Vittorio Cini, donato alla Fondazione dagli eredi del grande mecenate e per la prima volta aperta al pubblico una trentina di anni fa, sarà utilizzato a fini espositivi e scientifici per almeno sei mesi l’anno: noi intanto vi facciamo vedere una gallery di immagini prese alla preview…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.