Antonio Arévalo è il nuovo Addetto Culturale del Cile in Italia. La nomina direttamente dal presidente Michelle Bachelet, che corona la passione dell’intellettuale per la sua terra

Chi lo conosca, anche solo superficialmente – e sono tanti, fra gli addetti del mondo dell’arte, e non solo -, sa bene quanta passione, impegno e partecipazione lo leghino alla natia terra del Cile, inalterate, anche da quando ha scelto l’Italia come sua residenza. Un vigoroso ambasciatore dello spirito e delle proiezioni culturali del paese […]

Antonio Arévalo con il presidente Michelle Bachelet

Chi lo conosca, anche solo superficialmente – e sono tanti, fra gli addetti del mondo dell’arte, e non solo -, sa bene quanta passione, impegno e partecipazione lo leghino alla natia terra del Cile, inalterate, anche da quando ha scelto l’Italia come sua residenza. Un vigoroso ambasciatore dello spirito e delle proiezioni culturali del paese sudamericano, ruolo che ora gli viene riconosciuto anche sul piano ufficiale: è di oggi la notizia che il presidente Michelle Bachelet ha designato Antonio Arévalo come Addetto Culturale del Cile in Italia.
Poeta, critico e curatore d’arte contemporanea, Arévalo (Santiago del Cile, 1958) è da tempo considerato uno dei più attivi sostenitori e promotori della creatività latinomericana in Europa. Istanze espressive molto vitali e identitarie, delle quali si è fatto anticipatore fin dalla grande mostra dedicata all’Arte Latinoamericana in Italia, per la I edizione del FotoGrafia Festival di Roma. Dal 2003 al 2009 ha collaborato con l’Istituto Italo-Latinoamericano di Roma, organizzando nel contempo esposizioni, festival e eventi culturali internazionali per importanti istituzioni, fondazioni, musei e gallerie d’arte.
Fautore e creatore del primo Padiglione del Cile alla Biennale di Venezia, è stato curatore e commissario della 49ª edizione della Biennale (2001), presentando l’artista Juan Downey, premiato con la Menzione d’Onore dalla Giuria Internazionale. Curatore della III edizione della Biennale Adriatica Arti Nuove, è tornato al ruolo di curatore del padiglione del Cile alla 53° Biennale di Venezia, con l’artista  Iván Navarro.
Sono felicissimo. Rappresentare la cultura Cilena in Italia in tutte le sue sfaccettature, dall’arte alla letteratura, il teatro, il cinema, la danza e la musica è una grande responsabilità”, ci ha confidato Arévalo nell’immediatezza della notizia. “Fare tutto questo in maniera ufficiale è l’occasione giusta per intensificare i rapporti culturali fra L’Italia e il Cile. I tempi sono maturi, abbiamo una Presidente Michelle Bachelet e una Ministra con grande interesse a voler rafforzare una continuità di rapporti e di internazionalizzazione delle arti”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.