Anche l’arte ha le sue quote rosa: una nuova serie su BBC Two riporta alla luce le opere di artiste dimenticate

Si tratta in fondo del Paese delle Suffragette. Lo stesso, saltando da una rivoluzione a un’altra, di Mary Quant. Naturale dunque che fosse la Gran Bretagna a spolverare archivi e vecchi libri di storia, andando a ripescare le figure arbitrariamente obliate delle grandi protagoniste al femminile della storia dell’arte. Donne col pennello quelle protagoniste dell’imminente […]

Properzia de’ Rossi, Stemma della famiglia Grassi - ©Bologna, Museo Civico Medievale

Si tratta in fondo del Paese delle Suffragette. Lo stesso, saltando da una rivoluzione a un’altra, di Mary Quant. Naturale dunque che fosse la Gran Bretagna a spolverare archivi e vecchi libri di storia, andando a ripescare le figure arbitrariamente obliate delle grandi protagoniste al femminile della storia dell’arte. Donne col pennello quelle protagoniste dell’imminente The Story of Women and Art, mini-serie di tre puntate prodotta dalla televisione pubblica e inserita nel palinsesto di BBC Two; documentario di stampo rigorosamente british per un viaggio che nel primo episodio si focalizza su Rinascimento ed età barocca, spaziando dalla corte di Filippo II di Spagna alle Fiandre, concentrandosi su Sofonisba Anguissola e Properzia de Rossi. E che nelle prossime settimane si spingerà, progressivamente, fino ai giorni nostri.
A ideare, scrivere e condurre lo show Amanda Vickery, ordinaria di storia moderna all’università Queen Mary di Londra, attivissima in veste di divulgatrice sia attraverso il piccolo schermo sia dalle frequenze della radio di Stato. A lei il compito di dare seguito alle recenti affermazioni del direttore generale della BBC, Tony Hall, che ha affermato: “l’arte è per tutti. D’ora in poi sarà, per la BBC, al cuore di tutto ciò che facciamo”. Così investono, lassù, le 145 sterline e mezzo di canone annuo versato da ogni contribuente; per carità di patria evitiamo ogni confronto con le scelte di Mamma Rai.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.