A Milano si gioca con il futuro: due week-end al Museo della Scienza e della Tecnologia per sperimentare la realtà virtuale

Fino a ieri l’abbiamo visto giusto nei film di fantascienza, domani potremo acquistarlo e indossarlo stando comodamente accoccolati sul divano di casa. Per testarlo già oggi bisogna raggiungere Milano per i workshop e i laboratori ospitati dal Museo della Scienza e della Tecnologia: dove si entra nel mondo di Oculus Rift, l’avveniristico sistema di realtà […]

Oculus Rift

Fino a ieri l’abbiamo visto giusto nei film di fantascienza, domani potremo acquistarlo e indossarlo stando comodamente accoccolati sul divano di casa. Per testarlo già oggi bisogna raggiungere Milano per i workshop e i laboratori ospitati dal Museo della Scienza e della Tecnologia: dove si entra nel mondo di Oculus Rift, l’avveniristico sistema di realtà virtuale prossimo al lancio commerciale, ultima “preda” degli appetiti imprenditoriali di Mark Zuckerberg, che ne ha acquisito brevetto e diritti di vendita.
Lo schermo hi-tech da indossare come maschera sul viso, porta d’accesso a un mondo digitale dalle pazzesche potenzialità, è tra i protagonisti assoluti di GamificAction: programma di incontri che il museo organizza a partire da sabato 10 maggio per due week-end consecutivi. Si parte da un percorso tutto da provare, che nasce dagli esperimenti della fotografia stereoscopia di fine Ottocento e arriva fino agli ambienti digitali, e si prosegue lungo un binario che ci porta a testare le incredibili potenzialità della mente: cuffie bluetooth che leggono biosegnali ci permettono di compiere semplici azioni, come accendere una luce o spostare oggetti robotizzati, con la sola forza del pensiero. L’iniziativa si muove nel segno del “giocando si impara”, claim mai così efficace: è proprio l’industria dei videogame (che muove in Italia un giro d’affari annuo prossimo al miliardo di euro, più fi quanto faccia ad esempio il cinema) ad essere tra i primi settori a spingere verso le applicazioni delle ultime tecnologie al campo dell’intrattenimento. Da qui la visione game oriented del programma del museo milanese, che intreccia con intelligenza l’aspetto prettamente sperimentale alle sue declinazioni più concrete e tangibili: da qui gli incontri previsti con gli sviluppatori dei più apprezzati videogiochi italiani prodotti nel 2013, insigniti di importanti riconoscimenti su scala internazionale.

– Francesco Sala


CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.